Attentati a Bruxelles, forse un’italiana tra le vittime

La donna forse tra le vittime della stazione di Maelbeek. Identificati i due kamikaze dell’aeroporto: i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui

La donna forse tra le vittime della stazione di Maelbeek. Identificati i due kamikaze dell’aeroporto: i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui. 31 i morti, 250 i feriti

Potrebbe esserci un’italiana tra le vittime degli attentati di Bruxelles avvenuti ieri, 22 marzo, e rivendicati dall’Isis. A dare la notizia è stato il capogruppo alla Camera dei deputati di Area Popolare, Maurizio Lupi: «Il presidente del Consiglio ci ha informato di una verifica in corso su una possibile vittima italiana», ha dichiarato uscendo da Palazzo Chigi. Si tratterebbe di una donna, finora data per dispersa, che prendeva normalmente la metropolitana e quindi sarebbe rimasta vittima della bomba che ha colpito la stazione di Maelbeek. «L’ambasciata italiana – ha aggiunto Lupi – è in contatto con la famiglia per le necessarie procedure di riconoscimento da parte dei congiunti, che si trovano con il console a Bruxelles».

Anche se nel pomeriggio di ieri si è parlato di 34 vittime, secondo gli ultimi dati forniti dal ministro della Sanità belga Maggie De Block i morti sarebbero 31, mentre il numero dei feriti è di almeno 250 persone. Altri tre italiani sono rimasti coinvolti negli attentati, per fortuna in maniera non grave: si tratta di Chiara Burla, 24 anni, di Varallo, in Piemonte, nella capitale belga da dieci giorni per uno stage di danza; Marco Semenzato, 34enne padovano, da nove mesi consulente al dipartimento educazione e cultura della Commissione europea; Michele Venetico, 21 anni, nato in Belgio e da tre anni impiegato proprio nello scalo di Zaventem.

Intanto sono stati identificati i kamikaze dell’aeroporto: si tratta dei fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, che nei fermo immagine dei circuiti di sicurezza compaiono con un guanto nero in una sola mano e dei carrelli carichi di bagagli, presumibilmente le bombe innescate da un timer inserito nel guanto. Accanto a loro – che, riferisce la tv belga Rtbf, hanno avuto condanne per rapine – un terzo uomo vestito con un impermeabile chiaro e il cappello. Quest’ultimo, secondo alcuni media locali, si chiamerebbe Najim Laachraoui e sarebbe l’artificiere del network terrorista: a differenza dei due fratelli, non si è fatto saltare in aria ma si è dato alla fuga, confondendosi tra i cittadini in preda al panico dopo l’esplosione. Il jihadista 24enne è già noto alle forze dell’ordine: contro di lui la Procura belga aveva già spiccato un mandato d’arresto nei giorni scorsi, quando tracce del suo dna sono state trovate in due covi e su almeno due cinture esplosive, utilizzate rispettivamente negli attentati del 13 novembre scorso al Bataclan e allo Stade de France. Laachraoui, inoltre, è considerato molto vicino a Salah Abdeslam, uno dei responsabili dei sanguinosi attacchi parigini arrestato il 20 marzo.

Nel covo nella zona di Schaerbeek dove i tre si rifugiavano sono stati rinvenuti, riferisce Le Soir, prodotti chimici, una bomba con dei chiodi e una bandiera dello Stato islamico. È stato possibile scoprire l’appartamento grazie alle indicazioni dell’ignaro tassista che ieri mattina è andato a prenderli per accompagnarli all’aeroporto di Zaventem ed era rimasto sorpreso, racconta, per il fatto che i tre uomini non gli avessero lasciato toccare le loro valigie per caricarle in auto.

Bruxelles, listata a lutto per tre giorni, è sotto choc e rimane in stato di allerta massima. I funzionari dell’aeroporto hanno reso noto su Twitter che Zaventem oggi rimarrà chiuso in attesa di indicazioni da parte delle autorità e della stima dei danni provocati dalle esplosioni di ieri. Scuole e trasporti, tranne la metro, sono regolarmente in funzione. Intanto la Francia ha chiuso la frontiera con il Belgio e dal Dipartimento di Stato americano è stato diramato un “travel warning” che invita i cittadini americani a non viaggiare verso e attraverso l’Europa per l’esistenza di una minaccia a breve termine di possibili nuovi attentati.

Una ultim’ora, riferita in esclusiva il sito del quotidiano belga Derniere Heure, informa che Laachraoui sarebbe stato arrestato stamattina ad Anderlecht. Ma la Procura non ha al momento confermato la notizia.

23 marzo 2016