Bambino Gesù, apre le porte “Tartaruga Ohana”

Una nuova casa famiglia, realizzata con la Misericordia di Roma, accoglierà i piccoli che arrivano nella Capitale per cure in day hospital

Una nuova casa famiglia, realizzata con la Misericordia di Roma, accoglierà i piccoli che arrivano nella Capitale per cure in Day hospital nell’ospedale pediatrico

70 metri quadri, strutturati su due stanze da 7 posti letto complessivi, ciascuna con un bagno indipendente, una cucina comune e all’esterno un piccolo giardino destinato all’area giochi. È “Tartaruga Ohana”, la nuova casa famiglia per i piccoli pazienti oncoematologici e trapiantati che necessitano di lunghi periodi di Day hospital e le loro famiglie realizzata dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con l’associazione di volontariato Misericordia di Roma. Per l’ospedale, è la struttura numero 21 voluta per venire incontro «alla crescente esigenza alloggiativa delle famiglie provenienti da fuori Roma, generalmente dal Centro Sud, ospitate all’interno delle case di accoglienza dell’ospedale – spiega Lucia Celesti, responsabile dell’Accoglienza e Servizi per la famiglia del Bambino Gesù -. Queste strutture assistono le famiglie dei bambini che, ad esempio, effettuano il trapianto di midollo o sono affetti da malattie croniche e rimangono qui da noi per parecchio tempo».

Tartaruga Ohana, nata nella sede della Misericordia di Roma, in via Salaria 1177 (zona Castel Giubileo) e inaugurata sabato 23 maggio, prende il nome dal concetto di guscio protettivo costituito dalla casa e dal significato in hawaiano della parola “famiglia”. I bambini che vi alloggiano potranno raggiungere l’ospedale e poi far rientro nella struttura grazie ad un apposito servizio di pullman navetta in funzione 24 ore su 24. Un impegno, quest’ultimo, che dal 2013 caratterizza l’impegno della Misericordia di Roma, all’interno della più ampia famiglia di Misericordie distribuite in tutta Italia: una confederazione che riunisce oltre 700 confraternite, alle quali aderiscono circa 670mila iscritti. Da due anni collaborano con il Bambino Gesù per il trasporto “a lungo raggio” di pazienti dimessi dall’ospedale, accompagnandoli fino a casa, in prevalenza verso il Centro Sud. Un servizio al quale si affianca ora l’impegno a provvedere anche alla permanenza dei piccoli vicino al Bambino Gesù, in caso di degenza prolungata.

Sono oltre 4.500 i nuclei familiari accolti solo nel 2014 nelle case di accoglienza legate all’ospedale pediatrico, con circa tremila visite di verifica attiva della qualità dei servizi percepita dalle famiglie interessate, oltre 20mila questionari di soddisfazione visionati e risposta a 174 reclami. Il Servizio sociale ha seguito quasi 2.500 famiglie, circa il 60 % delle quali italiane. Fornite, infine, 1.800 mediazioni culturali per 37 lingue diverse, sulle 100 che l’ospedale mette a disposizione dei propri assistiti sia all’interno delle proprie sedi che nelle case di accoglienza.

25 maggio 2015