Bassetti: «Diritti e dignità dei migranti vanno tutelati e difesi»

Il cardinale presidente della Cei rilancia la riflessione di Francesco. «Le nostre comunità cristiane non mancheranno di offrire un contributo di pensiero per l’elaborazione di una prospettiva di pacifica convivenza nel Mediterraneo»

«Le Beatitudini evangeliche insegnino a noi e al nostro mondo a non diffidare o lasciare in balìa delle onde chi lascia la sua terra affamato di pane e di giustizia». Prende le mosse dalle parole di Papa Francesco la riflessione del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, diffusa sabato 16 giugno dall’Ufficio stampa della Cei. «La santità non riguarda solo lo spirito ma anche i piedi, per andare verso i fratelli, e le mani, per condividere con loro», le parole del Papa. E ancora: «Le beatitudini ci portino a non vivere del superfluo, a spenderci per la promozione di tutti, a chinarci con compassione sui più deboli. Senza la comoda illusione che, dalla ricca tavola di pochi, possa “piovere” automaticamente il benessere per tutti».

Parole, quelle di Francesco, che il presidente dei vescovi ha «letto e riletto con attenzione, sentendole profondamente mie, al punto di scegliere di rilanciarle a mia volta, come presidente della Conferenza episcopale italiana. Non mi nascondo quanto sia complesso il fenomeno migratorio – osserva Bassetti -: risposte prefabbricate e soluzioni semplicistiche hanno l’effetto di renderlo, inutilmente, ancora più incandescente». Quindi rivendica il diritto di ogni persona a «non dover essere costretta ad abbandonare la propria terra e in tale prospettiva – afferma – come Chiesa lavoriamo in spirito di giustizia, solidarietà e condivisione. Crediamo altresì che la società plurale verso la quale siamo incamminati ci impegni a far la nostra parte sul versante educativo e culturale, aiutando a superare paure, pregiudizi e diffidenze».

Nello stesso tempo, prosegue Bassetti, «crediamo nella salvaguardia della vita umana: nel grembo materno, nelle officine, nei deserti e nei mari. I diritti e la dignità dei migranti, come quelli dei lavoratori e delle fasce più deboli della società, vanno tutelati e difesi. Sempre. L’Italia, che davanti all’emergenza ha saputo scrivere pagine generose e solidali, non può essere lasciata sola ad affrontare eventi così complessi e drammatici. Proprio perché crediamo nell’Europa, non ci stanchiamo di alzare la voce perché questa sfida sia assunta con responsabilità da tutti».

Dal presidente della Cei arriva infine l’assicurazione che «le comunità cristiane, forti della loro “origine mediterranea”, non mancheranno di offrire, accanto all’accoglienza, un contributo di pensiero in ordine all’elaborazione di una prospettiva di una pacifica convivenza nel Mediterraneo».

18 giugno 2018