Bloccata in Guatemala la carovana dei migranti

Circa 900 già rimpatriati in Honduras, tra cui 300 minori. Il sostegno di case del migrante e parrocchie di frontiera. Padre Carbajal: «Violati diritti umani»

600 adulti e 300 minori che facevano parte della carovana di migranti partiti la scorsa settimana da San Pedro Sula, in Honduras, sono stati rimpatriati dalle autorità del confinante Guatemala. A riferirlo è l’Istituto nazionale per le migrazioni dell’Honduras. Da sabato sera, aggiungono, circa 10 camion e autobus con migranti sono arrivati al terminal di San Pedro Sula, nel nord dell’Honduras, e sono rimasti sul posto perché non hanno soldi per tornare a casa.

Raggiunto dall’Agenzia Sir, padre Juan Luis Carbajal, direttore dell’ufficio della Conferenza episcopale guatemalteca per la Mobilità umana, che si trova con i migranti a Izbal,spiega che «la risposta del governo è stata di blocco, detenzione e rimpatrio; molti migranti sono stati riportati alla frontiera, altri sono stati arrestati e sono state commesse molte violazioni di diritti umani. Le case del migrante e le parrocchie di frontiera continuano a distribuire alimenti, acqua, kit di igiene e a curare le ferite ai piedi. Io stesso sto portando mascherine, alcol, disinfettante, per distribuirlo nei vari punti di assistenza». Altri autobus intanto sarebbero in arrivo a San Pedro Sula.

La carovana ha tentato di attraversare il Guatemala per la rotta orientale, entrando nel dipartimento di Izabal attraverso la frontiera di Los Ríos, con l’intenzione di attraversare il dipartimento settentrionale del Petén, che si incunea dentro i confini messicani. Secondo quanto ha raccontato un migrante all’honduregna Radio Progreso, riferisce ancora il Sir, molti migranti sarebbero stati bloccati con la motivazione di fare il test rapido per il Covid-19, con la promessa che avrebbero poi potuto proseguire nel proprio cammino. Invece, sarebbero poi stati fatti salire sugli autobus e riportati in Honduras.

6 ottobre 2020