“Cantate inni con arte”: premiati i vincitori della IV edizione

Sono il coro dei Santi Martiri dell’Uganda, il coro Baba Yetu (S. Monica) e la corale Vergine del Miracolo (S. Andrea delle Fratte). Palmieri: «Nei brani, grande fede»

Una serata di confronto musicale, oltre che di condivisione umana e spirituale. Dopo lo stop provocato dalla pandemia, è tornato “Cantate Inni con Arte”, il festival dei cori parrocchiali della diocesi di Roma e delle diocesi suburbicarie, svoltosi sabato 6 novembre in una affollatissima basilica di San Giovanni Bosco e promosso dall’Ufficio per la Pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport della diocesi, in collaborazione con l’emittente Radiopiù Roma e con il patrocinio dell’Ufficio liturgico.

L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, ha visto vincitori il coro della parrocchia Santi Martiri dell’Uganda diretto da Stefano Sinisgalli, per la categoria “editi”; i ragazzi del coro “Baba Yetu” – “Padre nostro” in lingua Swahili, è il nome del brano che ha segnato il loro esordio –  della parrocchia Santa Monica di Ostia, diretto da Marcello Cangialosi, per la categoria “inediti”; infine la Corale polifonica “Vergine del Miracolo” della basilica di Sant’Andrea delle Fratte, diretta da Alessia Galli, che ha ottenuto il punteggio più alto nella votazione online. Il primo, con il suo repertorio in continua crescita, ha concorso con “Benedicat tibi Dominus”, brano di Siro Merlo tratto dalla benedizione che san Francesco fece nel 1224 a Frate Leone; i 23 giovani cantori e musicisti della parrocchia di Ostia hanno invece partecipato con “Proteggimi o Dio”, adattamento musicato del salmo 15, mentre la Corale del Santuario della Madonna del Miracolo – che ha iniziato la sua attività in occasione delle dirette su Tv2000 – si è esibita con “O Ostia Santa”, di monsignor Marco Frisina, direttore del Coro della diocesi di Roma.

«Questa serata, che ha visto una esplosione della virtuosità del canto, ha mostrato la grande fede contenuta nei brani, soprattutto negli inediti – ha detto l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, finora vicegerente della diocesi di Roma, nominato dal Papa vescovo di Ascoli Piceno -. L’esperienza del canto fa parte dell’esperienza del celebrare». Questo è «sempre stato tipico della tradizione ebraico-cristiana, e non solo», ha proseguito il presule, sottolineando anche l’importanza del «corpo, chiamato, con tutte le sue manifestazioni, a partecipare alla liturgia».

Entusiasmo, creatività, voglia di scendere in campo e di pregare cantando: sono stati questi gli “ingredienti” che hanno caratterizzato l’edizione 2021, a cui hanno preso parte sedici cori finalisti – per un totale di 450 partecipanti -, giudicati da una giuria composta da Carlo Donadio, direttore d’orchestra del Teatro dell’Opera; Alvaro Vatri, presidente dell’Associazione Cori del Lazio; e Francesco d’Alfonso, critico musicale dell’Ufficio cultura e università del Vicariato di Roma. A presiederla, monsignor Frisina, che ha messo in evidenza come la rassegna, cresciuta nel corso degli anni, sia «l’occasione per confrontarsi e prepararsi al meglio, per mostrare la vitalità che c’è nelle parrocchie e per stimolare la presenza di un coro attivo che animi la liturgia». I cori, in quanto laboratori di fraternità, «rappresentano le anime della nostra diocesi – ha aggiunto a Roma Sette -. Sono tante le loro esperienze, formazioni e provenienze.  Si tratta di una diversità che si fa comunione e canto».

Dello stesso parere anche don Francesco Indelicato, direttore dell’Ufficio che ha promosso il festival: «La crescita che c’è stata a livello tecnico-artistico è il frutto dell’incontro tra i cori – ha commentato -. “Cantate Inni con Arte” è una esperienza sinodale in cui ci si conosce, ci si ascolta a vicenda e da questo non può che nascere qualcosa di bello».

8 novembre 2021