Caritas, da 40 anni al servizio della Chiesa e della città di Roma

Il cardinale De Donatis ha presieduto la celebrazione per l'anniversario, nella basilica lateranense. «La vostra vocazione: essere fermento e lievito di carità nelle nostre comunità. Non c'è delega nel "nutrire" gli altri»

«Sogno che nelle nostre comunità i poveri diventino sempre più, materialmente, il centro delle nostre assemblee liturgiche, siano messi nelle condizioni non solo di essere assistiti ma ascoltati, accolti, riconosciuti nella loro piena dignità di persona». Nella celebrazione eucaristica per il 40° anniversario di istituzione della Caritas diocesana di Roma, ieri sera, 10 ottobre, il cardinale vicario Angelo De Donatis ha confidato il suo auspicio, in una basilica lateranense gremita degli ospiti della Cittadella della Carità “Santa Giacinta”, degli ostelli, delle case famiglia, delle mense. Tutti presenti, insieme a operatori e volontari. Per il porporato, includere il povero, amalgamarlo nelle comunità ecclesiali, è l’unico modo per far sì che queste ultime vengano «evangelizzate dai più piccoli».

 

 

 

 

 

Un applauso si è levato in basilica quando il cardinal De Donatis ha citato monsignor Luigi Di Liegro, fondatore e primo direttore della Caritas diocesana, scomparso il 12 ottobre 1997. «Lo ricordiamo sempre con tanto affetto e riconoscenza – ha detto – e voi operatori e volontari, sulla scia profetica del nostro carissimo don Luigi, credete che il regno di Dio si edifichi oggi, qui, nel presente. Non smettete di costruire sentieri e cammini di giustizia sociale ed equità chiedendo e cercando di restituire la dignità alle persone».

La locandina realizzata in occasione dell’anniversario della Caritas rappresenta una mano che porge l’Eucaristia a un’altra mano. «Mani che donano e altre che ricevono», ha evidenziato il vicario, spiegando che la carità che ogni cristiano è chiamato a vivere, promuovere, sostenere, animare nelle comunità «non può non essere espressione di quella ricchezza che in prima persona riceviamo dal Signore. La carità cristiana è innanzitutto la continuazione della mensa eucaristica, altrimenti rischiamo di privare coloro che ci chiedono il pane del dono più grande che siamo chiamati a dare: il Signore stesso».

Tanti sono i bisogni di Roma, ha proseguito il cardinale, e in questo periodo storico, seguendo il programma pastorale, siamo tutti sollecitati a scoprire le nuove forme di povertà ma senza cadere nella tentazione di risolvere ogni problema. «Vi chiedo per favore di non cedere a questo – ha detto rivolgendosi agli operatori -. La vostra vocazione è quella di essere fermento e lievito di carità nelle nostre comunità. Questi 40 anni sono stati anni ricchi in cui abbiamo sperimentato la fecondità spirituale ogni volta che non abbiamo ceduto alla tentazione di vivere la carità accentando una dimensione di delega. Non c’è delega nel nutrire gli altri, non c’è delega per la carità».

La Messa è stata concelebrata dai cardinali Agostino Vallini, vicario emerito del Papa per la diocesi di Roma, Francesco Monterisi membro della Pontificia commissione per l’America Latina e già membro del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, di cui era presente sull’altare anche il presidente emerito Antonio Maria Vegliò. Con loro, l’intero consiglio episcopale diocesano, i presbiteri e i diaconi della Chiesa di Roma. Nelle prime file il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, gli ex sindaci Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, il neo assessore comunale alla persona Veronica Mammì e i rappresentanti delle associazioni ecclesiali.

Don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma, ha ringraziato gli operatori «a nome delle numerose folle di bisognosi» che in questi 40 anni hanno bussato alle porte delle 52 opere-segno dell’organismo pastorale. Ha ricordato i cardinali Ugo Poletti, che nel 1979 istituì la Caritas, Camillo Ruini e Agostino Vallini, che hanno guidato e accompagnato l’organismo pastorale. Ha quindi ringraziato i suoi predecessori, monsignor Guerino di Tora e monsignor Enrico Feroci, che «hanno tramandato con grande passione e grande fede» l’azione profetica di don Luigi. «Solo il Signore conosce le miriadi di gesti, segni e azioni concrete di carità vissute in questi 40 anni – ha concluso -. Solo Lui ha visto le lacrime asciugate e i sorrisi dati da Caritas, che è sempre al servizio della Chiesa e della città di Roma».

11 ottobre 2019