Carovana dei migranti dall’Honduras bloccata in Guatemala

Bloccati da esercito e polizia i circa 6mila migranti partiti tra 14 e 15 gennaio. La radio dei gesuiti: «La situazione si sta trasformando in emergenza umanitaria»

Sono stati bloccati domenica 17 gennaio in un punto obbligato del passaggio della loro carovana, a Vado Hondo, nel dipartimento di Chiquimula, i circa 6mila migranti partiti tra giovedì 14 e venerdì 15 gennaio da San Pedro Sula, nel nord dell’Honduras, diretti verso gli Stati Uniti. A fermarli, esercito e polizia del Guatemala, con i quali non sono mancati scontri e momenti di tensione, come dimostra anche il video diffuso dalla Pastorale della mobilità umana del Guatemala, motivati dal rischio della detenzione e dell’espulsione di massa.

A seguire passo passo il cammino della carovana, Radio Progreso, l’emittente dei gesuiti honduregni. «I migranti – racconta all’Agenzia Sir il giornalista Eduardo Chévez – sono stati bloccati per ordine del presidente del Guatemala Giammattei; la repressione è stata in alcuni momenti brutale e violenta. La situazione si sta trasformando in emergenza umanitaria. Le migliaia di migranti, tra cui molte donne e bambini, sono arrivate fino a Vado Hondo camminando, molti presentano ferite ai piedi. Mancano alimenti e medicinali». Quanti sono intervistati dall’emittente d’altra parte, non nascondono la loro disperazione e insistono nel loro «sogno americano».

Intervistato proprio da Radio Progreso, il procuratore per i Diritti umani del Guatemala Jordán Rodas si è detto «indignato» per quanto accaduto a Vado Hondo, rimproverando il presidente Alejandro Giammattei per aver «mostrato il suo volto contro i migranti e seguito le direttive degli Stati Uniti, nonostante la popolazione sia in gran parte formata da gruppi di cittadini che si vedono obbligati a migrare per gli alti indici di povertà e violenza». Nel frattempo, uno spiegamento di forze senza precedenti è stato messo in campo anche alla frontiera sud del Messico, a 250 chilometri da dove si trovano ora i migranti, per evitare che alcune frange della carovana entrino nel Paese.

Il presidente della Conferenza episcopale honduregna Ángel Garachana Pérez, vescovo di San Pedro Sula, conferma su Twitter che la causa delle massicce partenze è data dalla povertà della popolazione. «Chi provoca le carovane dei migranti? Il crimine organizzato? Gli esperti coyote, l’opposizione politica? Può darsi che questi abbiamo una qualche influenza – scrive – ma occorre cercare le cause nella situazione di povertà, violenza e insicurezza che patiamo in Honduras».

19 gennaio 2021