Negli ultimi mesi ha visto arrivare diversi flussi dei migranti centroamericani della Carovana partita dall’Honduras il 12 ottobre scorso. Ora padre Patrick Murphy, il missionario scalabriniano responsabile della Casa del migrante a Tijuana, inizia il nuovo anno «con molta forza e progetti, tra cui quello di sostenere i membri della Carovana dei migranti per l’integrazione in Messico mentre aspettano il loro turno per entrare negli Stati Uniti», afferma.

Al momento attuale infatti circa il 90% degli ospiti della casa di accoglienza sono richiedenti asilo che fanno parte della Carovana; prima erano in maggioranza messicani respinti al confine Usa. Tra loro, spiega il religioso, c’è molta disinformazione: «Pensavano di fare le procedure per la richiesta asilo in pochi giorni invece devono restare almeno tre o quattro mesi». La Casa del migrante continuerà comunque ad «aiutare i messicani che vengono deportati dagli Stati Uniti e le persone sfollate dal Sud del Paese a causa della violenza e della povertà», assicura padre Patrick: «È ora che tutti e tutte abbiano le opportunità e la tranquillità che meritano».

3 gennaio 2019