Case famiglia, Caritas Roma: settore lasciato solo

Enrico Feroci commenta il dossier presentato da Casa al Plurale: «Nella Capitale cresciuta la povertà estrema. Il riscatto deve partire dagli ultimi»

Monsignor Enrico Feroci commenta il dossier presentato da Casa al Plurale: «Nella Capitale aumentate le situazioni di povertà estrema. Il riscatto deve partire dagli ultimi»

«La crisi economica ha gravemente provato le famiglie romane: è cresciuto il disagio, sono aumentate le situazioni di povertà estrema, la precarietà oltre all’economia è entrata sempre più anche nella sfera affettiva e relazionale delle persone. Di fronte a politiche sociali sbagliate e clientelari sono stati il terzo settore e l’associazionismo a rappresentare un argine e un piccolo lume di speranza. La ricerca presentata da Casa al Plurale ci interroga però sulle difficoltà di un settore lasciato solo che, mentre porta solidarietà alle vittime della crisi, rischia di soccombere alla crisi stessa». Così il direttore della Caritas romana monsignor Enrico Feroci, commenta il dossier “Quanto costa una casa famiglia?” – realizzato da Casa al Plurale, con il patrocinio dell’assessorato alle Politiche sociali, Salute, Casa ed Emergenza abitativa del Comune di Roma e grazie all’interlocuzione con l’assessorato alle Politiche sociali della Regione Lazio -, illustrato ieri, giovedì 26 marzo, in Campidoglio. Lo studio intende offrire una precisa fotografia dei costi che si sostengono affinché sia dignitosa la vita di tanti cittadini, in questo caso, i più indifesi fra tutti.

«Per Roma – aggiunge Feroci – il 2014 è stato un anno difficile, la città è stata messa a dura prova da politiche e atteggiamenti che non avevano al centro la persona, per le tante difficoltà di una comunità in cui alle relazioni si sostituiscono interessi, alle politiche il conflitto, ai diritti le rivendicazioni. Gli “ultimi” della nostra comunità – poveri, rifugiati, rom, persone con disabilità, minori non accompagnati ed ex detenuti – sono stati le prime vittime di una crisi etica e morale. Il riscatto della città non può che partire da coloro che più soffrono anche, come chiedono le associazioni, sostenendo le case famiglia di Roma e del Lazio con rette adeguate a garantire l’accoglienza e l’integrazione per minori, persone con disabilità e immigrati».

27 marzo 2015