Cecilia De Gasperi, una vita «per il bene comune»
Celebrati nella parrocchia di Santa Lucia i funerali della terza figlia dello statista Alcide De Gasperi, morta il 30 maggio a 94 anni. Il parroco don Zenobbi: «Donna discreta ma salda, dedita alla coscienza civile del nostro Paese»
Era una donna discreta e tenace, Cecilia De Gasperi, per tutti Lia, morta il 30 maggio a 94 anni. Era la terza delle quattro figlie di Alcide De Gasperi, tra i fondatori della Democrazia Cristiana del quale il 28 febbraio si è chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione, e Francesca Romani. Del papà, statista lungimirante che ha contribuito a gettare le basi dell’Europa unita, «Lia ha portato non solo il nome, ma anche l’impronta morale e spirituale. Chi l’ha conosciuta ha potuto vedere in lei una custode fedele della memoria ma mai prigioniera del passato. Ha saputo trasmettere con sobrietà, senza clamore, quel patrimonio spirituale e civile che è la nostra storia migliore: una storia fatta di sacrificio, di visione, di fiducia nella democrazia e nel Vangelo». Così l’ha ricordata don Alessandro Zenobbi, parroco della parrocchia di Santa Lucia, alla Circonvallazione Clodia, dove ieri, 3 giugno, sono stati celebrati i funerali, ai quali ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nel 1958 aveva sposato Paolo Castelli, morto il 31 maggio di tre anni fa, da cui aveva avuto tre figli: Giovanna, Michele e Francesca Romana. Don Alessandro la conosceva da tempo, da quando Lia, non potendo più partecipare alla Santa Messa, aveva chiesto di ricevere i sacramenti a casa e di essere accompagnata nella guida spirituale. Durante la celebrazione è stato letto il Vangelo di Giovanni nel quale Gesù annuncia il suo ritorno, e la stessa Lia aveva scelto il Salmo 27, un inno di gloria e fiducia totale al Signore. «Lia sapeva bene che la speranza cristiana non è una fuga dal mondo – ha affermato don Zenobbi -, ma è il modo più profondo per abitarlo con senso di responsabilità. Come credente, Lia ha vissuto la sua esistenza nel segno di una speranza sobria ma tenace, quella che nasce dalla Pasqua, quella che non disarma, anche quando la storia sembra deludere o contraddirsi. La sua vita è stata un “poco” che abbiamo potuto vedere. Ora è il tempo del “non vederla più” con gli occhi della carne, ma di vederla con lo sguardo della fede, in quella comunione dei santi che ci unisce al di là del tempo e dello spazio».
Lia De Gasperi, ha aggiunto il sacerdote, era una «donna discreta ma salda, dedita alla famiglia, alla memoria del padre, alla coscienza civile del nostro Paese». A portare avanti la memoria del padre Alcide è rimasta Paola, la figlia più piccola dello statista trentino. La primogenita, Maria Romana, è morta nel marzo 2022 all’età di 99 anni mentre la secondogenita, Lucia, che nel 1949 si consacrò al Signore, morì nel 1966. La vita di Lia «è un monito e un incoraggiamento per ciascuno di noi – le parole di don Alessandro -: vivere non per il prestigio, ma per il bene comune; non per apparire, ma per costruire; non per lasciare il proprio nome scolpito nella pietra, ma per trasmettere valori incisi nei cuori. Lia ha scelto di non esibirsi, ma di esserci, con la forza gentile di chi sa che la vera eredità è quella che si semina nella discrezione e nella fedeltà quotidiana».
Al termine della celebrazione, spazio al ricordo dei familiari.
4 giugno 2025

