È stata benedetta dal cardinale Carlos Osoro, arcivescovo di Madrid, la Casa del volontariato dell’associazione spagnola dei Messaggeri della pace, inaugurata ieri sera, 18 febbraio, a Trastevere, nella Giornata mondiale della giustizia sociale. «Sarà un’esperienza di fede, di comunione, di formazione e di vita vissuta», ha detto, sottolineando l’importanza di «non tirarsi mai indietro davanti alle richieste del povero». Con il cardinale, padre Angel Garcia Rodriguez, presidente dei Messaggeri della pace, l’associazione spagnola che nel mese di dicembre ha avviato la sua esperienza di servizio anche nelle chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, a largo Argentina.

«Il progetto “Chiesa 24h. Ospedale da campo”, nato cinque anni fa a Madrid e ora diffusosi in sei città del mondo, è una risposta al desiderio di Papa Francesco che “la casa di Dio abbia sempre le porte aperte perché cammina nella storia degli uomini e delle donne”», ha spiegato padre Rodriguez, ideatore dell’iniziativa. L’esperienza romana nella chiesa delle Stimmate, ha continuato, al momento «è solo agli inizi. Nei prossimi mesi verranno sviluppati altri progetti di assistenza, grazie alla collaborazione con alcune realtà diocesane, tra cui ci auguriamo la Caritas».

L’obiettivo intanto è quello di creare, con la Casa del volontariato, «un luogo che dia la possibilità a nove volontari provenienti dagli 80 Paesi in cui siamo presenti di fare un’esperienza di servizio nella chiesa delle Stimmate, per un periodo variabile da un mese a un anno», ha proseguito il presidente dei Messaggeri della pace. L’idea è quella di «costituire un centro di formazione in grado di dare competenze specifiche e professionali per offrire un aiuto sempre più efficace a chi è nel bisogno». La Casa diventerà anche punto di riferimento per giovani universitari e volontari appartenenti ad altre congregazioni religiose e laiche del territorio.

Dal cardinale Osoro è arrivato l’invito a «mantenere la spontaneità del servizio, accogliere chi si trova nel bisogno con semplicità. Spesso – le sue parole – il cuore dell’uomo tende invece a chiudersi, ad avere paura perché deve rispondere alle tante fatiche, problemi, domande che la stessa vita umana pone, finendo così per ritenersi incapace». Al contrario, «dal servizio concreto si possono aprire porte, strade, cammini inimmaginabili». E allora, ha ammonito, «anche dare un posto per la notte a una persona che si trova nel bisogno è parola di Dio». Per l’arcivescovo di Madrid, solo stando fra la gente, «offrendo piccoli gesti concreti, come un luogo di riposo, di riparo, di preghiera, che si può trovare in una chiesa che diventa ospedale da campo, si può aiutare una persona a uscire dalla sua condizione di povertà, disagio e vulnerabilità».

19 febbraio 2020