Cisgiordania, Patriarchi e capi delle Chiese: «Clima allarmante di violenza dei coloni»
Diichiarazione congiunta contro l’assalto notturno del 28 luglio al villaggio cristiano di Taybeh. «Atto inequivocabile di intimidazione contro una comunità pacifica radicata nella terra di Cristo»
Diffusa ieri, 29 luglio, una dichiarazione congiunta dei Patriarchi e capi delle Chiese di Gerusalemme che condanna l’assalto notturno compiuto il 28 luglio contro il villaggio cristiano palestinese di Taybeh, in Cisgiordania. «Un atto inequivocabile di intimidazione diretto contro una comunità pacifica e fedele radicata nella terra di Cristo», lo definiscono, denunciando «un clima allarmante di violenza dei coloni contro le comunità della Cisgiordania». A dimostrazione, citano un episodio di pochi giorni prima, quando alcuni insediamenti abusivi hanno spinto bestiame nel centro del villaggio e imbrattato le mura dell’antica chiesa locale.
Per i capi delle Chiese, «non si tratta di episodi isolati ma di un modello sistematico di intimidazione e abusi che mette in pericolo la vita quotidiana e la coesistenza pacifica nella Terra Santa». I firmatari del documento esprimono quindi «rammarico» per le dichiarazioni ufficiali della polizia israeliana, che «ha ridotto l’accaduto a semplici danni materiali, omettendo il contesto di violenza sistemica e disprezzo del diritto internazionale».
Non solo. I leder religiosi denunciano anche la «disinformazione reazionaria» di gruppi legati ai coloni che, anziché affrontare le violazioni in corso, «tentano di screditare le vittime e minimizzare la portata delle aggressioni». Di qui l’appello al governo israeliano a «perseguire i responsabili, garantire protezione ai civili e rispettare il diritto internazionale. L’aggressione continua, e con essa anche la nostra vigilanza e la preghiera per una pace fondata sulla giustizia», assicurano infine i firmatari del documento.
30 luglio 2025

