Clericus cup al via, le novità della tredicesima edizione

Due gironi nel torneo Csi, uno per seminaristi e l’altro per i sacerdoti. In campo anche alunni del Maggiore. Sedici squadre, rappresentati 67 Paesi

“Giocare per credere” è il motto della XIII edizione della Clericus cup, il campionato mondiale di calcio per preti e seminaristi presentato nella mattina di giovedì 28 marzo nella Sala Marconi di Radio Vaticana con il patrocinio di Pontificio Consiglio della Cultura, Conferenza Episcopale Italiana e Dicastero per i Laici, la Famiglia, la Vita. Viene rimessa in gioco la Coppa col Saturno, benedetta lo scorso anno dal Papa e detenuta dal North Americans Martyrs.

Non mancano le novità. Tre squadre sono formate dall’unione di più Collegi, come il Collegio Franco-Belga, l’Alleanza Luso-Brasiliana e il Romano-Vaticano, che in realtà è un ritorno, come spiega il capitano Michele Ciardo di Depressa (Lecce). «Il Seminario Maggiore ha giocato le edizioni 2013-2014. Uno di noi conosceva un seminarista dell’altra squadra e così ci siamo uniti per avere il numero giusto di giocatori». Per lui è la prima volta da capitano. Altra novità, ci saranno due gironi: uno per i seminaristi e l’altro per i sacerdoti.

Il presidente del Csi, Vittorio Bosio, che promuove il torneo, spiega il motivo: «Vogliono giocare sia a 20 che a 40 anni». Dai quarti di finale ci sarà il sorteggio libero per cui si potranno fronteggiare seminaristi e preti. Riguardo al successo della Clericus, Bosio sottolinea: «Abbiamo centrato l’obiettivo: trasmettere il messaggio dello sport come strumento per educare. Nelle comunità dove svolgeranno il ministero incontreranno i giovani e svolgere attività sportiva darà spazio a un forte momento educativo». Aggiunge il presidente Csi: «Questa realtà è unica. In altri luoghi d’Italia si giocano tornei tra le varie provincie ecclesiastiche che si uniscono e giocano solo per pochi giorni».

Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha inviato un messaggio: «Il calcio è anzitutto gioco. Ma è anche un potente strumento educativo. Su queste dimensioni si devono impegnare la Chiesa e la società».

I numeri dell’iniziativa? 359 gli atleti in rappresentanza di 67 Paesi, in testa l’Italia con 34 partecipanti. I più lontani vengono da Papua Nuova Guinea e Australia. Sedici le squadre in campo. Tutti i giocatori sono entusiasti, si stanno allenando per vincere. La prima partita si giocherà il 30 marzo alle 9.30 al centro sportivo Pio XI tra le due finaliste dello scorso anno: Collegio Urbano e North American Martyrs, che vinsero ai rigori. Diversi oratori hanno chiesto di seguire le partite, lo spettacolo con vista sul cupolone è aperto a tutti. Finale sabato 1 giugno. Con Romasette.it seguiremo la manifestazione con alcuni servizi. Il torneo sarà seguito da Radio Vaticana ( “Non Solo Sport” alle 12.15 e alle 17.05) e da Tv2000 (“Sport 2000”, ore 19) sempre nel lunedì che segue la partita. Tutte le informazioni sul sito www.clericuscup.it.

L’iniziativa si inserisce nelle attività per i 75 anni del Csi, che prevedono tra l’altro l’11 maggio un incontro con il Papa. «Siamo nati per volere di Pio XII e dell’Azione cattolica», ricorda il presidente Bosio. «Il Csi segue lo sport dei ragazzi negli oratori. Si devono dare le stesse opportunità a tutti: questa è la nostra mission». Il Csi Roma cura la parte organizzativa, e il suo presidente Daniele Pasquini è soddisfatto «del percorso di crescita culturale. Stiamo centrando gli obiettivi, soprattutto con le famiglie. I problemi si possono creare quando i genitori sono anche allenatori. Per questo occorre creare una cultura sportiva. A volte gli allenatori riprendono il comportamento dei tecnici. A noi invece servono educatori ed è indispensabile interfacciarsi con scuola e famiglia».

28 marzo 2019