Colosseo, allo studio un sistema tecnologico anti intrusione

Il progetto dopo che, nella notte tra 15 e 16 gennaio, due turisti brasiliani hanno scavalcato le recinzioni. Trovate anche scritte vandaliche

Il progetto dopo che, nella notte tra 15 e 16 gennaio, due turisti brasiliani hanno scavalcato le recinzioni. Trovate anche scritte vandaliche su un pilastro

I tecnici della Soprintendenza si sono messi al lavoro questa mattina, martedì 17 gennaio, per rimuovere le scritte vandaliche trovate su un pilastro del Colosseo dopo che, nella notte tra domenica 15 e lunedì 16, due turisti brasiliani si sono introdotti, eludendo la sorveglianza delle forze dell’ordine, al di là delle recinzioni del monumento. Uno dei due è caduto, fratturandosi il bacino. Ancora da dimostrare se siano loro gli autori dell’atto vandalico; in ogni caso la loro «bravata», come l’hanno definita agli agenti del commissariato Celio, mette l’accento sul problema sicurezza. Il monumento infatti, più volte oggetto di atti vandalici, è apparso più volte nelle minacce di attentati terroristici in Italia.

Il soprintendente speciale per il Colosseo Francesco Prosperetti ha annunciato di avere chiesto alla Prefettura un incontro con il coordinamento delle forze che sorvegliano la piazza. Sul tavolo, lo studio di soluzioni per una sicurezza totale, come il nuovo sistema di sorveglianzapensato come un anello di sicureza tecnologico, che non scati però al passaggio di gatti o gabbiani. L’idea, ha spiegato, è quella di «una sorta di zona rossa», separata da «dissuasori come catenelle sul perimetro di questa zona, all’interno della quale sarà installato un sistema di videocontrollo». La dimensione: una quindicina di metri, al di là delle attuali mura di ingresso. La dimensione originaria del Colosseo in epoca romana.

17 genniao 2017