“Come un gatto”: il bis di Milani

Il sequel del film del 2017, nelle sale dal 26 agosto. Con attori come Cortellesi, Albanese e Argentero, nei panni di don Davide, la commedia italiana ritrova slancio e vigore

Sono passati tre anni. Alessio e Agnese, i ragazzi, si incontrano per caso in un pub di Londra. Nello stesso tempo, a Roma, Monica, mamma di Alessio, finisce in carcere a causa dei furti operati dalle gemelle che vivono con lei; e Giovanni, papà di Agnese, viene chiamato a risolvere la delicata situazione. Uscito in sala il 28 dicembre 2017, il film Come un gatto in tangenziale incassa oltre 10 milioni di euro. Nei quasi tre anni successivi, il cinema ha dovuto fare i conti con il Covid, che ha significato soprattutto chiusura delle sale. Però il successo del primo film non poteva essere lasciato senza seguito. Bisognava riprendere in mano i personaggi, far sapere cosa avevano fatto dopo quell’inizio. Ecco allora Come un gatto in tangenziale. Ritorno a Coccia di Morto, sequel del precedente, nei cinema dal 26 agosto. Alla regia c’è ancora Riccardo Milani, nella vita è il marito della Cortellesi, una sintonia tra i due in grado di assicurare credibilità e divertimento.

La vicenda ricomincia da dove si era interrotta. Ritroviamo pertanto Monica (Paola Cortellesi) costretta a ricorrere di nuovo all’aiuto di Giovanni (Antonio Albanese). Stavolta l’uomo riesce a commutare la detenzione di Monica in un lavoro socialmente utile nella parrocchia di San Basilio, guidata da don Davide. Le vite di Monica e Giovanni, che si erano allontanate, si riavvicinano di nuovo. Ogni passo che compiono più li mette in lite e più appare deciso a farli riappacificare. La forza dei contrasti è tanto profonda quanto chiaramente destinata a svanire, i precedenti matrimoni dei due risultano a lungo andare delle semplici apparizioni, funzionali a portare la vicenda verso una positiva conclusione.

Di nuovo, rispetto al primo capitolo, c’è la presenza del sacerdote (Luca Argentero). Una figura di sacerdote giovanile, sportivo, sempre pronto ad andare in soccorso di quelli che vivono nelle periferie con tutti i gravi problemi delle grandi città. Emblema di una Chiesa “aperta”, capace di stare al passo con i tempi, con la modernità. La parrocchia come realtà sul territorio in grado di essere un aiuto concreto e fattivo per tutti. Don Davide diventa protagonista, senza tuttavia oscurare le altre situazioni, tra le quali appare in evidenza la diversa posizione sul ruolo della cultura: per Monica è una presenza inutile, per Giovanni una ricchezza da scoprire ogni giorno.

Su tali punti di contrasto il racconto procede verso un finale di riconciliazione con toni tra commedia, satira, spunti di critica sociale. Si va verso una conclusione positiva che vuole mettere d’accordo tutte le anime italiane in continuo conflitto. Il peggio può essere superato con intelligenza e saggezza. Grazie alla presenza di attori come Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Luca Argentero, la commedia italiana ritrova lo slancio e il vigore dei tempi migliori.

6 settembre 2021