Contro la lebbra, l’Aifo sui campi della serie A

La Giornata mondiale domenica 31 gennaio: la sensibilizzazione passa dallo sport. Piazze virtuali per le donazioni. Webinar con il cardinale Matteo Zuppi

La pandemia non ferma il contrasto alle altre malattie, soprattutto quelle dimenticate ma ancora pericolose. È il caso della Giornata mondiale dei malati di lebbra, giunta alla 68ª  edizione e promossa dall’Aifo, l’Associazione italiana amici di Raoul Follereau. Le restrizioni hanno impedito molti eventi che di solito si tengono in tutta Italia, e quest’anno non vedremo i classici banchetti all’esterno delle parrocchie, ma l’Aifo è ugualmente presente con centinaia di piazze virtuali per sensibilizzare e raccogliere donazioni. «Il problema più grande è stato non poter incontrare la gente – spiega Antonio Lissoni, presidente dell’Aifo -. Abbiamo cercato di ovviare con molti eventi online per informare sulla lebbra e le malattie tropicali».

Il tema centrale, infatti, non è solo la pandemia attuale: si tratta di portare alla luce emergenze «purtroppo ignorate o dimenticate – prosegue Lissoni -. In pochi sanno che la lebbra è ancora presente e che i numeri non sono affatto bassi». Secondo l’Oms, ogni due minuti una persona nel mondo contrae la lebbra, con 250mila ammalati ogni anno e ci sono oltre tre milioni di persone con disabilità gravi causate proprio da questo morbo.

La sensibilizzazione passa anche dal mondo dello sport. La Giornata, infatti, ha avuto l’adesione dell’Associazione italiana allenatori calcio e della Lega Calcio Serie A. In particolare gli allenatori, in questo weekend sportivo, sono scesi in campo indossando l’adesivo Aifo-Aiac. Il messaggio è che la lebbra, oggi, può essere sconfitta facilmente e con mezzi poco costosi ma persiste il problema di chi non ha accesso alle cure primarie e alle più basilari norme igieniche. «Lo sport – spiega il presidente Aifo – ci aiuta facendo da cassa di risonanza».

Un’importanza strategica sottolineata anche da Renzo Ulivieri, presidente dell’Aiac e storico allenatore di Serie A. «Il messaggio che vogliamo mandare è quello di non lasciare indietro nessuno, che si tratti di Covid o di altre malattie. Allenatori e atleti hanno la responsabilità di essere esempi di vita. Essere solidali oggi – commenta Ulivieri – è un investimento per il futuro, per i propri cari e anche per i propri nonni». Il tema dell’evento di questo week-end è infatti “Allenare la solidarietà perché la salute sia un diritto di tutti” e mister Ulivieri è convinto dell’alto valore simbolico del calcio e dello sport in generale. «Abbiamo il compito – spiega – di mettere questi problemi sotto i riflettori e far crescere i giovani con la consapevolezza che il diritto alla salute è universale».

Infine, il momento clou sarà il 31 gennaio. Al mattino per l’Angelus di Papa Francesco, il quale ogni anno riserva parole di vicinanza e solidarietà per la Giornata. Nel pomeriggio, invece, spazio al webinar dal titolo “La salute del mondo passa dalla difesa dei più fragili”, con la presenza del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna.

26 gennaio 2021