Contro la violenza sulle donne, arriva “Libera, puoi”

Verso la Giornata del 25 novembre, la campagna del governo, con Samantha Cristoforetti e Francesca Fialdini. Il «microcredito per la libertà»

«Libera, puoi. Se sei vittima di violenza o stalking chiama il 1522. Libera, puoi dire no. Libera puoi ricominciare». È questo il messaggio della campagna contro la violenza sulle donne promosso dal dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio, in collaborazione con il dipartimento Editoria, presentata dal ministro Elena Bonetti, con l’astronauta Samantha Cristoforetti e la conduttrice tv Francesca Fialdini, in vista della Giornata dedicata al tema, il 25 novembre. In sala stampa a Palazzo Chigi, ieri pomeriggio, 21 novembre, il ministro e le due testimonial indossavano abiti di colore rosso, simbolo della battaglia contro la violenza sulle donne.

«Che questa campagna possa dare a tante donne il coraggio di poter osare di nuovo il desiderio» nella propria vita, ha affermato Bonetti commentando i dati «allarmanti» sul fenomeno. Nel 2019 i femminicidi sono già 94, «vite tragicamente interrotte da un reato grave e inaccettabile che tale deve rimanere». Due video, uno affidato a Fialdini l’altro centrato sul numero per le emergenze, il 1522, daranno vita alla campagna comunicativa.

«L’amore non lascia segni sulla faccia, non distrugge i tuoi desideri, non ti minaccia. Di’ no alla violenza, puoi ricominciare e costruire una strada di speranza. Ricominciare si può», dice Francesca Fialdini in uno dei messaggi che saranno trasmessi prima sui social, quindi sulla Rai. Con “Libera puoi” si vuole «dare la possibilità alle donne di poter dire dei sì e dei no e di avere un “dopo” per questi fenomeni di violenza», è il commento di Bonetti. A partire dalla salvaguardia del contesto familiare, perché «la violenza sulle donne coinvolge anche i figli, ferisce e lacera una comunità».

La campagna prevederà anche un esperimento di «microcredito per la libertà». Il dipartimento metterà a disposizione un milione di euro «per consentire alle vittime di violenza di ricostruire un percorso di vita. Perché la violenza economica è un atto di coercizione maschile nei confronti delle donne che sono spesso sfruttate dai mariti anche nella loro fisicità. Noi vogliamo dire che nelle donne si può avere fiducia e su di loro si può collettivamente investire». Anche Samantha Cristoforetti ha incoraggiato le donne: «È un tema non facile a cui mi avvicino con grande umiltà e rispetto. È evidente che chi si trova in una situazione di violenza domestica deve dimostrare un coraggio che ad altri non è richiesto. Non è facile trovarlo ma sappiate che se lo farete ci sarà una rete di persone e strumenti legali che sono là per aiutarvi».

22 novembre 2019