Contro lo smog, #usalabici

È la proposta dell’associazione #Salvaiciclisti Roma, che denuncia l’inutilità dei provvedimenti tampone presi dal Campidoglio contro l’emergenza smog

È la proposta dell’associazione #Salvaiciclisti Roma, che denuncia l’inutilità dei provvedimenti tampone presi dal Campidoglio contro l’emergenza smog

I ciclisti di Roma scendono in campo contro l’inquinamento. Un’emergenza non nuova in una città in cui «siamo affogati di traffico e si vietano i forni a legna per le pizze. Gli autobus sono bloccati nel traffico ma non si tracciano le corsie preferenziali. Il bikesharing è inesistente ed il carsharing è lasciato all’iniziativa dei privati. I taxi multipli non esistono e quelli ordinari hanno prezzi da servizio di lusso. Niente carbon tax. Niente ciclabili e neanche le bike lanes tracciabili con quattro soldi». La denuncia arriva dall’associazione #Salvaiciclisti Roma, che per la giornata di oggi, 29 dicembre, ha lanciato un tweetstorm su Twitter con gli hashtag #UsaLaBici e #Respiriamo, chiedendo a governo e ministri dell’Ambiente e dei Trasporti (@matteorenzi, @glgalletti, @graziano_delrio ) di attuare provvedimenti immediati.

A Roma, osservano ancora da Salvaiciclisti, «ci sono 700 auto ogni 1.000 abitanti. Non piove da circa due mesi. Il livello di traffico privato a Roma e nelle altre metropoli italiane è insostenibile. Le targhe alterne sono inutili. No, peggio: sono un incentivo ad usare l’auto con la targa giusta. Infatti, da settimane, tutte le centraline per rilevamento delle polveri sottili fanno registrare livelli record di concentrazione. Un’enorme camera a gas che nella centralina sulla Tuscolana oggi segna il valore di 63 microgrammi/m3, ben oltre il valore limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 ritenuto accettabile per legge». Dati aggravati dal fatto che sulla Capitale non piove da circa due mesi. «Dati alla mano, l’ultima vera a pioggia Roma si è vista il 10 ottobre 2015 mentre all’ex-Cartiera di via Appia Antica costituivamo l’associazione Salvaiciclisti Roma».

L’emergenza dunque già c’era ed «è stata l’assenza di pioggia a rendere evidente un fatto ovvio: il livello di traffico privato a Roma e nelle altre metropoli italiane è insostenibile». I dati diramati in questi giorni dimostrano che nelle aree urbane più inquinate l’aspettativa di vita si riduce di 24 mesi provocando più di 8mila decessi prematuri l’anno, arrivando a circa 35mila vittime l’anno in tutto il Paese a causa dell’esposizione a concentrazioni elevate di polveri sottili. Davanti a tutto questo, è la denuncia dei ciclisti romani, «non è stato adottato, negli ultimi 10 anni, nessun provvedimento strutturale eppure esisterebbero numerosi provvedimenti a costo zero per incentivare la mobilità in bicicletta e la riduzione dell’uso dell’auto: il parcheggio delle bici nei cortili condominiali, il limite di velocità a 30 km/h, le pedonalizzazioni delle strade storiche». Come se non bastasse, a Roma «l’azienda per il trasporto pubblico non riesce a mantenere livelli decorosi di servizio, anche a causa dello stesso traffico privato che blocca le strade. A nessuno viene in mente di dire la cosa più semplice, scontata, banale, pratica, ovvia, inevitabile: usa la bici».

Di tutto questo si parlerà domani, mercoledì 30, nella conferenza stampa convocata alle 12 in piazza del Campidoglio, proprio per chiedere provvedimenti seri, immediati e necessari quali un piano operativo per il dimezzamento delle vetture private entro 5 anni e la realizzazione di corsie ciclabili e preferenziali per il trasporto pubblico. L’obiettivo è quello di un nuovo modello di mobilità urbana. Proprio per affrontare «in maniera concreta» le soluzioni percorribili «in assenza dell’intervento delle istituzioni», per il 6 gennaio 2016 è prevista la proiezione di “Bikes vs Cars” al Cineclub Detour, a cui seguirà un dibattito pubblico.

29 dicembre 2015