Coopera 2022: una finestra sullo sviluppo sostenibile

La due giorni dedicata ai protagonisti della cooperazione italiana, convocata dal ministro degli Esteri Di Maio. 555 milioni di euro i fondi stanziati da Aics nel 2021

Si apre oggi, 23 giugno, all’Auditorium Conciliazione la seconda Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo “Coopera 2022”, convocata dal ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio, organizzata dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Maeci insieme all’Agenzia italiana della cooperazione allo sviluppo (Aics). «Un’occasione preziosa di dialogo – la definiscono – tra tutti i protagonisti del sistema della cooperazione italiana impegnati per portare aiuto nelle emergenze, per costruire progetti di sviluppo sostenibile, per far crescere il peso delle comunità locali, per promuovere diritti e opportunità per le donne e i giovani nei Paesi a più basso reddito, per prevenire i conflitti e attenuarne l’impatto sulla vita e la sicurezza delle persone».

In apertura, l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quindi, insieme al ministro Di Maio e al vice ministro Marina Sereni – che ha la delega alla Cooperazione internazionale -, spazio agli interventi del cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, della Commissaria europea per le Partnership internazionali Jutta Urpilainen, dei ministri Luciana Lamorgese (Interno), Daniele Franco (Economia e finanze, Daniele Franco) e Roberto Cingolani (Transizione Ecologica) e del direttore esecutivo Unicef Catherine Russel.

«In questi anni, l’Agenzia per la cooperazione e tutto il sistema hanno fatto concreti passi in avanti – sottolinea il direttore Aics Luca  Maestripieri -: abbiamo una organizzazione più forte e trasparente, ci sono stati affidati centinaia di milioni di risorse europee perché le gestissimo in tutto il mondo, coordiniamo il primo tavolo nazionale che si occupa di educazione alla cittadinanza globale e ora stiamo costruendo, per la prima volta, un sistema di valutazione dell’impatto sociale e di sviluppo dei nostri interventi che migliorerà la capacità di programmare e di incidere del sistema italiano della cooperazione». Per Emilio Ciarlo, responsabile Rapporti istituzionali e comunicazione, «dopo la riforma istituzionale che ha rafforzato e consolidato gli strumenti con cui agiamo, ora è il tempo di una riforma culturale, di pensiero, di progettazione. Aics – spiega -punta sull’innovazione, sugli strumenti digitali per far parlare i tanti attori del sistema, sulla finanza a impatto di sviluppo che sta cambiando il modo di fare economia, sulle aree di intervento in cui il Paese può dare un valore aggiunto: industrie creative, ambiente, il tema dell’accesso all’acqua, dell’accesso al cibo e delle filiere alimentari».

Un impegno multidirezionale, insomma, testimoniato dai “numeri”. Basti pensare che nel corso del 2021, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo ha erogato un totale di 555 milioni di euro, oltre a stanziare 598 milioni in investimenti per nuovi progetti, 163 milioni per iniziative legate ad emergenze e 200 milioni per azioni di contrasto della pandemia. Il settore in cui l’Agenzia ha maggiormente investito nell’ultimo anno è quello legato alla sicurezza alimentare, con 46 milioni di euro; seguono per entità degli stanziamenti gli interventi a favore del buon governo e della società civile (42,9 milioni), dell’uguaglianza di genere (40,2 milioni), della salute (36,2 milioni), dell’ambiente e contro la crisi climatica (29,8 milioni), dell’educazione (25 milioni), delle persone con disabilità (18,8 milioni).

23 giugno 2022