Cop28, Guterres: «I segni vitali della Terra stanno cedendo. Ma non è troppo tardi»

Il segretario generale Onu è intervenuto alla Conferenza sui cambiamenti climatici, invitando ad accelerare «una transizione giusta ed equa verso le energie rinnovabili»

Ha parlato di un mondo «diseguale e diviso», il segretario generale Onu Antonio Guterres, intervenendo alla Conferenza sui cambiamenti climatici, la Cop28, in corso a Dubai fino al12 dicembre. E rivolgendo il suo appello ai leder del mondo a «curare» la malattia che «sta mettendo in ginocchio il nostro clima». Emissioni record, incendi, siccità, e il tutto nell’anno più caldo di sempre: «I segni vitali della Terra stanno cedendo – ha osservato Guterres -. Siamo lontani dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi e mancano pochi minuti alla mezzanotte per il limite di 1,5 gradi. Ma non è troppo tardi – ha aggiunto -. Possiamo, potete, evitare il “crash and burn” planetario. Abbiamo le tecnologie per evitare il peggio del caos climatico, se agiamo ora», il monito.

Il segretario generale delle Nazioni Unite ha ricordato che «il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico ha tracciato un percorso chiaro verso un mondo a 1,5 gradi. Ma abbiamo bisogno di leadership, di cooperazione e di volontà politica di agire. E ne abbiamo bisogno adesso». In un momento in cui, «come vediamo in questa regione, i conflitti stanno causando immense sofferenze e intense emozioni. Abbiamo appena sentito la notizia che le bombe stanno suonando di nuovo a Gaza. E il caos climatico sta alimentando le fiamme dell’ingiustizia. Il riscaldamento globale sta mandando in tilt i bilanci, facendo lievitare i prezzi dei prodotti alimentari, sconvolgendo i mercati energetici e alimentando una crisi del costo della vita».

Eppure «l’azione a favore del clima può cambiare le carte in tavola. E l’energia rinnovabile è il regalo che continua a dare. Fa bene al nostro pianeta, alla nostra salute e alle nostre economie. Pulisce la nostra aria. Soddisfa la crescente domanda di energia nel mondo. Collega milioni di persone all’elettricità a prezzi accessibili. Porta stabilità e sicurezza ai mercati. E fa risparmiare denaro, perché l’energia rinnovabile non è mai stata così economica». Insomma, «la diagnosi è chiara».

Nell’analisi di Guterres, il successo di questa Cop dipende dal fatto che il “Bilancio globale” (il Global Stocktake) – che monitora l’attuazione dell’Accordo di Parigi e valuta i progressi collettivi compiuti nel raggiungimento degli obiettivi concordati – prescriva «una cura credibile in tre aree». Anzitutto, «ridurre drasticamente le emissioni. Le politiche attuali porterebbero a un aumento della temperatura di tre gradi, che potrebbe distruggere la Terra – ha avvertito il segretario generale Onu -. Il Global Stocktake deve quindi stabilire chiare aspettative per i Contributi nazionali determinati a livello economico presentati da tutti i Paesi, che coprano tutti i gas serra e siano in linea con il limite di 1,5 gradi. Il G20, che rappresenta l’80% delle emissioni mondiali, deve assumere un ruolo guida». Di qui l’esortazione ai Paesi «ad accelerare i loro tempi di azzeramento delle emissioni, per arrivare il più vicino possibile al 2040 nei Paesi sviluppati e al 2050 nelle economie emergenti».

In secondo luogo, «non possiamo salvare un pianeta in fiamme con un idrante di combustibili fossili. Dobbiamo accelerare una transizione giusta ed equa verso le energie rinnovabili. La scienza è chiara: il limite di 1,5 gradi è possibile solo se smettiamo di bruciare tutti i combustibili fossili. Non ridurre. Eliminare gradualmente, con un chiaro calendario allineato a 1,5 gradi. Il Global Stocktake non deve limitarsi a questo, ma deve anche impegnarsi a triplicare le energie rinnovabili, raddoppiare l’efficienza energetica e portare l’energia pulita a tutti entro il 2030». A riguardo, anche «i dati economici sono chiari: il passaggio globale alle energie rinnovabili è inevitabile». L’unica domanda è «quanto riscaldamento sopporterà il nostro pianeta prima che ciò avvenga».

Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, ha ricordato ancora Guterres, «ha raccomandato di porre fine alla nostra dipendenza dal carbone entro il 2030 nei Paesi Ocse e il 2040 per il resto del mondo. Allo stesso tempo, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, l’industria del petrolio e del gas rappresenta solo l’1% degli investimenti in energia pulita». Di qui un messaggio ai leader delle aziende produttrici di combustibili fossili: «La vostra vecchia strada sta invecchiando rapidamente. Non raddoppiate il vostro modello di business obsoleto. Guidate la transizione verso le energie rinnovabili utilizzando le risorse che avete a disposizione. Non commettete errori: la strada verso la sostenibilità climatica è anche l’unica strada percorribile per la sostenibilità economica delle vostre aziende in futuro».

Il segretario generale dell’Onu ha poi esortato i governi ad «aiutare l’industria a fare la scelta giusta, regolamentando, legiferando, imponendo un prezzo equo al carbonio, ponendo fine ai sussidi per i combustibili fossili e adottando una tassa sui profitti».

1° dicembre 2023