Coronavirus: in Kurdistan ancora contagi. Luoghi di culto di nuovo chiusi

Due nuovi casi a Erbil hanno spinto il governo a imporre una nuova chiusura dei luoghi di culto di tutte le religioni. Finora nel Paese 4.848 contagi e 169 decessi

Dopo soli 10 giorni, tornano a chiudersi le porte delle chiese nelle quali i cristiani del Kurdistan iracheno erano appena tornati a celebrare la Messa. Nella giornata del 26 maggio infatti il ministero della Salute della regione autonoma del Kurdistan iracheno ha dato la notizia di due nuovi contagi da coronavirus a Erbil: un uomo di 50 anni e una ragazza di 18. Notizia che ha spinto il governo ad imporre una nuova chiusura dei luoghi di culto di tutte le religioni nei governatorati di Erbil e Dohuk, secondo quanto ha riferito ieri, 27 maggio, il sito Ankawa.com, ripreso da Baghdadhope.

Stando ai dati diffusi dal ministero della Salute iracheno, fino a oggi nel Ppaese si sono registrati 4.848 casi di infezione da virus e 169 decessi. Il timore però è che la situazione possa peggiorare a causa della mancanza di rispetto delle regole di sicurezza e di distanziamento sociale da parte dei cittadini.

28 maggio 2020