Coronavirus, Israele blocca ingressi turistici dall’Italia

Via libera solo a chi è arrivato prima del 26 febbraio; per gli altri quarantena volontaria o ingresso rifiutato. Agenzie diocesane pellegrinaggi: «Sconcerto e preoccupazione»

Annunciato dal governo israeliano il blocco dei voli in arrivo dall’Italia: presentate, in particolare, alcune linee guida che stabiliscono le norme di comportamento per i visitatori che sono stati in Italia negli ultimi 14 giorni. Si stabilisce, tra l’altro, che «i turisti entrati in Israele prima del 26 febbraio possono continuare la loro visita senza restrizioni. Quelli in arrivo oggi in Israele andranno in auto-quarantena o il loro ingresso nel Paese sarà rifiutato. Attualmente – si legge nella nota, pubblicata ieri, 27 febbraio – sono previsti 30 voli dall’Italia verso Israele. L’ingresso dei turisti sarà rifiutato». Il testo, inoltre, avvisa che «sarà pubblicata entro domenica un’ordinanza ufficiale, firmata dal ministro dell’Interno, che vieta l’ingresso in Israele dall’Italia per tutti i visitatori che si trovavano in Italia negli ultimi 14 giorni».

Sconcerto e preoccupazione nelle reazioni di alcune delle principali agenzie italiane leader nel settore dei viaggi culturali e di carattere religioso e di pellegrinaggi, a cominciare dall’Opera romana pellegrinaggi. «Prendiamo atto della decisione – afferma l’amministratore delegato don Remo Chiavarini -. Come agenzie e tour operator avevamo già espresso tutta la nostra preoccupazione e sconcerto per il blocco deciso dalla Giordania chiedendo al Paese di tornare sui suoi passi. Oggi arriva la chiusura di Israele. Stiamo lavorando per posticipare le date dei viaggi già fissati in questo periodo. Le persone manifestano la voglia di andare – riferisce – ma occorre attenersi alle disposizioni. Avevamo dei voli con pellegrini che adesso resteranno a casa in attesa che tutto si sistemi quanto prima. Si lavora per evitare ogni altro disagio ai nostri pellegrini».

Dello stesso avviso anche Giorgio Trivellon, amministratore delegato di Duomo Viaggi: «Prendiamo atto, non possiamo fare altro. Israele è una delle mete più richieste e significative per cui la chiusura dei confini ai viaggi dall’Italia ci provoca non pochi problemi. Stiamo contattando tutta la nostra clientela (singoli, diocesi, parrocchie gruppi…) in partenza per annullare i viaggi e cercare di capire con loro se si riesce a spostarli in avanti. La speranza – afferma – è che tutto rientri quanto prima perché le misure adottate sembrano spropositate. Abbiamo voli in partenza con pellegrini di tutte le diocesi tra cui anche la nostra. Bisogna fare chiarezza perché è necessario riprendere i viaggi quanto prima».

Anche don Massimiliano Arzaroli, direttore della Pastorale del turismo e tempo libero della diocesi Torino e presidente dell’Opera diocesana pellegrinaggi, commenta: «Siamo costantemente collegati con la Farnesina, con i nostri corrispondenti locali, e stiamo cercando di fare fronte a questa situazione che oggettivamente consideriamo assurda. La prima cosa da fare adesso – osserva – è riportare in Italia i nostri pellegrini che stanno ultimando i loro tour in Terra Santa, oltre a quelli che non riusciamo a “riproteggere” in altre mete a causa del blocco di Israele e Giordania, destinazioni sovente collegate nei nostri itinerari. Stiamo, inoltre, annullando i viaggi previsti nei prossimi giorni in tutti quei Paesi che hanno chiuso i confini agli italiani – aggiunge -. La speranza è che questo blocco venga rimosso al più presto perché sta creando seri problemi». La situazione è in continua evoluzione: l’Odp monitora costantemente le informazioni in arrivo, in particolare per quanto riguarda la Terra Santa, che, con oltre 2mila pellegrini l’anno, rappresenta il principale ramo di attività dell’Odp Torino.

28 febbraio 2020