Coronavirus, Unicef: preoccupazione per i bambini rimasti senza genitori

Il direttore generale Fore: «Hanno maggiori probabilità di subire violenze, abusi, abbandono e sfruttamento». Troppo presto per stimarne il numero

«Mentre il bilancio ufficiale delle vittime del Covid-19 nel mondo ha superato i 4 milioni all’inizio di questo mese, l’Unicef è sempre più preoccupato per i bambini rimasti senza uno o entrambi i genitori». Il direttore generale del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia lo dichiara in una nota, diffusa ieri, 19 luglio. «Come in tutte le crisi e pandemie sanitarie – spiega -, i bambini più vulnerabili sono esposti a maggior rischio di perdere le cure dei genitori, a causa della morte, di grave malattia o di difficoltà finanziarie. Questo a sua volta – prosegue – aumenta il loro rischio di essere affidati a forme di assistenza alternativa inadeguate».

Per l’Unicef, «è troppo presto per stimare il numero di bambini orfani o abbandonati a causa della pandemia ma il picco di morti in alcuni Paesi comporta che molti bambini già vulnerabili agli impatti del Covid-19 affrontino un ulteriore stress emotivo e problemi di protezione». È «ben documentato», spiegano, il danno «immediato e a lungo termine» causato dalla separazione delle famiglie e da forme di assistenza alternativa inadeguate, «in particolare negli istituti», dove i piccoli «potrebbero sperimentare una coabitazione forzata e routine fisse non adeguate ai loro bisogni individuali» e «sono spesso privati della capacità di fare scelte che soddisfino il loro superiore interesse», sottolinea Fore.

Ancora, «i bambini in forme di assistenza alternativa vengono regolarmente isolati dalle loro famiglie e dalle comunità locali. Privati delle cure dei genitori, potrebbero subire danni fisici, psicologici, emotivi e sociali, con conseguenze che durano tutta la vita. Questi bambini hanno anche maggiori probabilità di subire violenze, abusi, abbandono e sfruttamento», si legge ancora nella nota del direttore generale Unicef. Di qui la richiesta ai governi di fornire alle famiglie «il sostegno emotivo, pratico e finanziario di cui hanno bisogno». Allo stesso tempo, è l’analisi di Fore, «dobbiamo lavorare per sostenere un sistema in cui i bambini privati delle cure dei genitori possano essere affidati a membri della famiglia allargata e non collocati in sistemi di assistenza alternativa inadeguati.

Tra le azioni indicate come prioritarie, garantire alle famiglie un accesso continuo alla protezione sociale, ai servizi di consultorio e all’assistenza sanitaria; rafforzare i servizi di protezione dell’infanzia, compresa la forza lavoro dei servizi sociali, per i bambini e le famiglie vulnerabili. E ancora, lavorare con i datori di lavoro per promuovere politiche favorevoli alla famiglia che permettano a familiari e coloro che si prendono cura dei bambini di occuparsene in ogni circostanza; mantenere le scuole e altri servizi per l’infanzia aperti e accessibili. «Dobbiamo proteggere il diritto di ogni bambino – conclude Fore – a vivere e crescere in un ambiente che supporti il suo sviluppo fisico, psicologico, sociale ed emotivo».

20 luglio 2021