Covid, netto calo dei ricoveri nell’ultima settimana

I casi registrati scendo al 37% rispetto all’ultimo mese. Non ci sono bambini in terapia intensiva. Il ministero della Salute predispone il Piano pandemico 2024-2028

Scendono al 37% i ricoveri Covid nell’ultima settimana, segnando il calo maggiore delle ultime cinque settimane. A delineare l’andamento sono i dati rilasciarti dalla rete sentinella della Fiaso che evidenziano come i ricoverati “con Covid”, ovvero coloro che sono in ospedale per altre cause ma sono risultati positivi al coronavirus, sono calati del 44% mentre quelli ricoverati “per Covid”, ovvero coloro che occupano posti letto nelle malattie infettive o nelle medicine con sindromi respiratorie e polmonari, sono in diminuzione del 25%. «Questi dati testimoniano un crollo della circolazione virale del Covid, che ha raggiunto il picco oltre un mese fa e ora scende rapidamente. Questo sta accadendo anche con i virus influenzali, con numeri in calo nelle ultime due settimane», spiega il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore.

In calo del 23% anche i pazienti Covid ricoverati nelle terapie intensive, con un 40% in meno dei pazienti “con Covid” in rianimazione. «Si tratta in termini assoluti di poche unità per ospedale – spiegano dalla Fiaso – e qui il profilo è quello di pazienti con età media di 63 anni e altre patologie». Il dato più significativo: -75% è quello che arriva dagli ospedali pediatrici e dai reparti di pediatria degli ospedali sentinella monitorati dalla Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere. Non ci sono bambini in terapia intensiva e i pochissimi ricoveri continuano a concentrarsi nella fascia di età tra 0-4 anni.

«La riduzione dei contagi è confermata anche dal crollo dei casi nelle età pediatriche, fortunatamente anche il rientro a scuola non ha favorito le infezioni. Il problema – conclude Migliore – nella gestione dei posti letto ospedaliera continua a riguardare soprattutto gli anziani. Quando il Covid colpisce queste persone fragili, con patologie pregresse, che magari non hanno fatto il richiamo del vaccino continua a fare male». Intanto ieri, 18 gennaio, il ministero della Salute ha predisposto nei tempi previsti una bozza di “Piano strategico operativo per la preparazione e risposta a una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico”, il primo piano pandemico allargato a tutti i patogeni respiratori.

Il documento – adesso al vaglio degli organi competenti – si basa sulle recenti raccomandazioni dell’Oms e dell’Ecdc, in collaborazione con gli istituti scientifici che si sono maggiormente distinti nella lotta alla pandemia, con gli enti competenti e i rappresentanti delle Regioni. «Il piano – precisano dal ministero – rappresenta un’evoluzione rispetto a quello precedente, indirizzato alla prevenzione di una pandemia influenzale, potrà implementare, tra l’altro, misure concrete come il potenziamento dei Dipartimenti di prevenzione, l’ampliamento della rete dei laboratori di microbiologia e virologia, il potenziamento della ricerca, soprattutto nei suoi aspetti traslazionali già nella prossima Conferenza Stato Regioni».

19 gennaio 2024