Crisi di governo: «Gli schieramenti politici compiano scelte di responsabilità»

La nota di Azione cattolica, Fuci e Meic. «Il Paese è allo stremo delle forze. Dialogo e dialettica sono essenziali nella ricerca del bene comune»

«Il Paese è allo stremo delle forze. Gli italiani soffrono per l’epidemia, per il crescente numero dei morti e per l’emergenza sanitaria che riguarda tutti, per le enormi difficoltà economiche che la pandemia ha generato. Temono per il loro lavoro, per la loro famiglia, per il loro futuro. I più giovani non possono vivere una normale esperienza scolastica e universitaria, decisiva per fare di loro i cittadini di oggi e di domani». Inizia così la nota diffusa da Azione cattolica italiana, Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) e Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) all’indomani della crisi di governo aperta dalle dimissioni dei ministri di Italia viva.

Il riferimento è alla condizione di grande difficoltà che l’Italia intera sta vivendo, nella quale «i protagonisti della politica nazionale hanno spinto divergenze e aspirazioni che legittimamente li dividono fino a provocare l’apertura della crisi di governo, deleteria per la gestione di un’emergenza che non accenna a declinare e incomprensibile per la gran parte dei cittadini». Eppure, affermano con forza i firmatari della lettera, «il dialogo e la dialettica sono essenziali nella ricerca del bene comune, e in questa fase dovrebbero essere l’espressione più alta della democrazia». Di qui la forte richiesta, «a tutti gli schieramenti politici», di «compiere, con un sussulto di dignità, scelte in linea con quel senso di responsabilità richiamato in maniera tanto incisiva dal presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno».

15 gennaio 2021