Csi cresce in tutta Italia, sempre più dirigenti donna

I dati presentati nel corso di “S Factor” alla presenza di Giovanni Malagò del Coni e Vittorio Bosio del Centro sportivo italiano. Nell’ultimo triennio sono aumentati di oltre il 10% i tecnici e del 5,7% i dirigenti

Intensa. La prima giornata della nuova edizione di “S Factor”, il 16 novembre, si può riassumere così. L’evento, organizzato dal Centro Sportivo Italiano (Csi), ha avuto come tema “Fattore sport e funzione sociale: dai limiti alle possibilità”. Presenti molti personaggi del panorama sportivo italiano. L’esordio ha visto sul palco il presidente del Csi Vittorio Bosio e quello del Coni Giovanni Malagò, nonostante gli impegni per la proposta di legge di riforma del sistema sportivo. Malagò ha esordito ricordando l’insegnamento del padre: «”Se hai un impegno devi rispettarlo”. In 105 anni il Coni ha formato tanti giovani e tanti campioni. Il Governo non ci ha interpellato in nulla. Tra l’altro la riforma entrerebbe in vigore alla vigilia delle Olimpiadi 2020». In pratica, secondo quanto previsto dalla finanziaria, ci sarà lo scorporo tra Coni olimpico, che si occuperà della preparazione olimpica, e Coni servizi e i suoi fondi, creando la società “Sport e Benessere S.p.A.” di ispirazione e nomina governativa. Malagò afferma che «questo annullerà quasi il Coni».

Il Presidente del Csi ha ringraziato Malagò e ha ribadito «il CSI è nato come ente per fare promozione sportiva sul territorio a supporto delle Federazioni. Questi Enti però sono considerati dal Coni di serie Z. Solo i gruppi sono capaci di tenere insieme gli ultimi, quelli che bravi non saranno mai, ma hanno gli stessi diritti. Di ultimi nelle periferie ne abbiamo tanti. Andremo sempre incontro a società che non sono Asd (società dilettantistiche) e hanno bisogno di noi perché non sono riconosciute da nessuno. Conterà sempre la crescita dello Sport, i numeri per ora ci danno ragione. L’80% del bilancio è costituito da introiti propri». Don Alessio Albertini, confermato assistente ecclesiastico nazionale, ha sottolineato che «il valore del Csi è offrire una proposta educativa per promuovere lo sport anche in contesti parrocchiali e di missione».

Sono stati presentati anche i gli studi di Doxa Kids, illustrati da Cristina Liverani, research manager, sul comportamento genitori-ragazzi riguardo lo sport. Emerge che per il 54% dei genitori lo sport non deve diventare agonismo estremo. Per il 48% è una delle poche alternative alla tecnologia. Ciò che accomuna entrambi è la visione dello sport come amicizia e salute. L’atteggiamento dei giovani verso lo sport cambia con l’età. Fra i 5-7 anni è gioco e divertimento; fra gli 8-10 anni è libertà, gruppo, per poi diventare capacità, apprendimento, abilità tra gli 11-13. Per genitori e figli è luogo di svago, aggregazione, formazione. L’allenatore è una guida che genera passione e coinvolgimento. Ma solo un genitore su tre è soddisfatto dell’allenatore del figlio. Il 59% dei ragazzi pratica un’attività sportiva. Il 61% dei corsi è gestito da centri sportivi privati, il 25% dal Comune, le palestre a scuola sono ferme all’11% e gli oratori al 4%. Le mancate opportunità appartengono alle scuole.

Secondo i dati dello Studio SG Plus, illustrati dal presidente Roberto Ghiretti, il Csi risulta in crescita e fondato su valori importanti con una forte attenzione alla componente giovanile e femminile. Con oltre un milione e 100mila tesserati è primo in sei regioni del Nord-Est Italia; è l’ente più territoriale in assoluto. Nell’ultimo triennio sono aumentati di oltre il 10% i tecnici e del 5,7% i dirigenti. La pratica femminile è cresciuta oltre l’11%. È il secondo Ente per numero di atlete tesserate. Conquista il primo posto per numero di dirigenti donna con un aumento del 12%.

 

19 novembre 2018