Da Aipd l’album dei lavoratori con sindrome di Down

L’iniziativa in occasione della festa del 1° maggio. La coordinatrice nazionale Contardi: «A oggi, nella nostra rete, 175 con contratto a tempo indeterminato»

È «con una formula simpatica», legata alla raccolta delle figurine, che Aipd, l’Associazione italiana delle persone con sindrome di Down, ha voluto sensibilizzare le aziende e i privati in occasione della Festa del lavoro del 1° maggio, pubblicando online l’Album dei lavoratori 1992-2021. «Proprio come nello scambio di figurine tra bambini – spiega Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Aipd -, cliccando sullo spazio vuoto è possibile selezionare, rispettivamente, la voce “azienda” o quella “privato”. Nel primo caso, si accede ad un form da compilare per la ricerca di un profilo; noi, come associazione, aiuteremo l’azienda a trovare la persona giusta, a formarla e ad inserirla nel suo futuro luogo di lavoro». Laddove si voglia invece partecipare e contribuire «per sostenere personalmente i progetti d’inclusione lavorativa di Aipd, è possibile fare una donazione attraverso la pagina dedicata», sono ancora le parole della referente.

Nata nel 1979 dall’impegno di un piccolo gruppo di famiglie con il primo nome di “Associazione bambini Down”, Aipd cresce negli anni. Nel 1982 apre la prima Sezione operativa a Viterbo – oggi le Sezioni sono 55 sparse in tutta Italia -, nel 1987 organizza la prima Giornata nazionale della persona con sindrome di Down mentre dal 1992 avvia i primi percorsi di inserimento lavorativo. «Ad oggi, i lavoratori con contratto a tempo indeterminato della nostra rete sono 175 e tanti altri hanno contratti a tempo determinato o di tirocinio, con un impegno di 20-25 ore settimanali, prassi ormai consolidata con le aziende – illustra Contardi -. Nove di questi “campioni” sono ritratti nelle figurine dell’album e in poche parole sintetizzano la propria esperienza, dicendo l’importanza di avere un lavoro e della possibilità di mettersi in gioco». Davide, commesso in uno dei negozi della catena Decathlon, è ansioso di «poter tornare al lavoro dopo il tempo del Covid-19» mentre Alessandra, commessa in una parafarmacia, definisce il luogo di lavoro «il mio regno» e Italo, addetto sala in uno dei McDonald’s di Roma, sottolinea che «il mio lavoro per me è molto importante, lo faccio bene e ci vado molto volentieri».

Le testimonianze dirette «ci sono sembrate il modo più efficace per rivolgerci a nuovi possibili datori di lavoro, chiedendo loro di aiutarci a proseguire su questa strada, “riempiendo gli spazi vuoti”, senza alcun buonismo ma con concretezza – conclude Contardi -. Soprattutto, vogliamo dimostrare che fare lavorare le persone con la sindrome di Down, garantendo un accompagnamento per un inserimento di qualità, preceduto da una adeguata selezione, è possibile».

Sempre in occasione del 1° maggio, la rete europea per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva ValueAble , di cui Aipd è capofila, ha lanciato lo slogan, l’hashtag e l’appello “Io voglio lavorare”. La campagna ha l’obiettivo di dare voce alle persone interessate da una disabilità – per le quali il lavoro è sinonimo di inclusione sociale e autonomia – soprattutto in questo particolare momento di crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria. Dal 30 aprile e fino a oggi, 3 maggio, tutti coloro che siano affetti dalla sindrome di Down o da una disabilità intellettiva, che lavorano o cercano lavoro, sono invitati a pubblicare un post sui social con il messaggio “Io voglio lavorare”, accompagnato dagli hashtag #InternationalWorkersDay #ValueableNetwork #IwantWork e con il tag dell’associazione di riferimento, dell’azienda presso cui si è eventualmente inseriti e di @ValueableNetwork.

3 maggio 2021