Da Anversa l’Appello di pace 2014

I rappresentanti delle religioni che hanno preso parte all’incontro promosso dalla Comunità di Sant’Egidio hanno redatto il documento conclusivo. «La guerra – si legge – si vince solo con la pace»

È stato letto ieri sera, martedì 9 settembre, al termine dell’incontro interreligioso promosso dalla Comunità di Sant’Egidio ad Anversa, l’Appello di pace 2014, sottoscritto dai rappresentanti delle religioni che hanno preso parte all’iniziativa. «La guerra – si legge nel testo – si vince solo con la pace. Quando non si riesce a immaginare le vie della pace, restano solo le macerie e l’odio. Occorre avere l’audacia di pensare la pace, perché o il futuro è la pace o non c’è più futuro, sia per chi vince sia per chi perde».

Ebrei, cristiani, musulmani, seguaci delle religioni indiane e orientali si sono impegnati ad assumersi «oggi» la responsabilità della pace, in un momento in cui sono «troppo pochi» a sognarla. «Le religioni – hanno scritto – dicono oggi con più forza di ieri: non c’è guerra santa; l’eliminazione dell’altro in nome di Dio è sempre blasfema. L’eliminazione dell’altro, usando il nome di Dio, è solo orrore e terrore. Accecati dall’odio, ci si allontana in questo modo dalla religione pura e si distrugge quella religione che si dice di difendere».

Il testo dell’Appello contiene anche una serie di impegni. Il primo, in direzione della «difesa della vita dei fratelli di religione diversa dalla nostra» che sono minacciati. «Lavoriamo insieme per il futuro del mondo – si legge nel documento -, sapendo che la guerra è una grande stoltezza e che la pace è una cosa troppo seria per lasciarla solo ad alcuni. Il dialogo è la medicina dei conflitti, cura le ferite, rende possibile il futuro. La guerra si vince solo con la pace. Quando non si riesce a immaginare le vie della pace, restano solo le macerie e l’odio. Occorre avere l’audacia di pensare la pace, perché o il futuro è la pace o non c’è più futuro, sia per chi vince sia per chi perde».

Già annunciata intanto la sede del prossimo Incontro internazionale delle religioni per la pace: Tirana, in Albania. Lo ha annunciato ieri sera monsignor Lucjan Avgustini, vescovo di Sapë e vicepresidente della Conferenza episcopale albanese, ricordando che «l’Albania è terra di sofferenza e di morte a causa della dittatura comunista. Tutte le religioni hanno sofferto ma abbiamo anche resistito al male con la forza della preghiera. Abbiamo capito che un futuro non è possibile senza un’intesa tra le religioni. Ma abbiamo bisogno dello Spirito di Assisi».

Proprio da quello spirito, dal ricordo di quella Giornata mondiale di preghiera per la pace convocata da Papa Wojtyla nel 1986 ad Assisi alla quale presero parte i rappresentanti di tutte le grandi religioni del mondo, è nato l’impegno della Comunità di Sant’Egidio a continuare a camminare in quella direzione. Continuato a vivere, appunto, lo spirito di Assisi, portandolo in questi anni nelle maggiori capitali d’Europa. Fino a Tirana, dove a breve si recherà anche Papa Francesco.

10 settembre 2014