Da Assisi un manifesto per un futuro di pace

“Everyday for peace” è stato firmato da Azione cattolica italiana, Caritas Italiana, Focsiv, Istituto di diritto internazionale della pace “Toniolo” e Missio

“Everyday for peace”. È questo il nome del manifesto per un futuro di pace sottoscritto questa mattina, 26 luglio, da Azione cattolica italiana, Caritas italiana, Focsiv, Istituto di diritto internazionale della pace “G. Toniolo” e Missio al termine dei lavori della Summer School “Building future on peace” svoltasi ad Assisi. L’adesione al documento, spiegano i promotori dell’iniziativa nella città umbra, impegna «ad essere cittadini responsabili, artigiani di pace e di speranza, pellegrini sulle orme dei testimoni di un’umanità riconciliata», nelle città, in Italia, in Europa e nel mondo intero. I popoli hanno bisogno di pace «un bene necessario e un dovere inderogabile, senza cui non può esservi alcun progetto credibile sul futuro».

Attraverso il manifesto i firmatari esprimono un netto “no” alla vendita delle armi, specialmente a quelle «made in Ue», e chiedono l’applicazione di politiche comunitarie, «per accoglienza, inclusione e coesione, sostenibilità ambientale, lavoro, lotta alle disuguaglianze e discriminazioni», che siano coerenti con i principi fondatori dell’Unione. Il Manifesto vincola ciascuno a «tessere il tessuto sociale delle nostre comunità», promuovendo una sicurezza che nasca dall’incontro e «non dai muri di separazione». Chiede alla politica responsabilità e lungimiranza, aprendosi all’ascolto dei cittadini.

Inoltre il documento rivolge un appello all’Italia, a 150 anni dalla sua unità, di dare «nuova linfa ai principi di unità, sussidiarietà e leale collaborazione tra istituzioni ed enti che costituiscono la Repubblica». Chiede, in particolare a ciascun cittadino «di “disarmare la lingua e le mani”, sollecitando i responsabili delle istituzioni a riconoscere il valore generativo del confronto, investendo sulla costruzione di una società nonviolenta».

Nel Manifesto si esprime preoccupazione «per lo sfruttamento incontrollato delle risorse naturali e delle scelte irresponsabili condotte dall’uomo nell’ultimo secolo» e  reclama maggiore sollecitudine nel perseguimento degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030. Chiede che «lo sviluppo umano integrale, in quanto rispettoso dell’ambiente e dei diritti umani, sia la via per il reale progresso dell’intera umanità e per la costruzione della pace».

26 luglio 2019