Dai protagonisti dei Manga la quotidianità degli adolescenti

I personaggi di fumetti e film giapponesi utilizzati da ragazzi (ma anche da diversi adulti) per raccontare le proprie storie. L’esperienza nel Consultorio

In questo ultimo anno di lavoro in consultorio, sempre più spesso mi è capitato di ascoltare pazienti (adolescenti, ma anche adulti) che per raccontarsi hanno fatto riferimento a Manga e Anime giapponesi (fumetti e film d’animazione). Anche i miei colleghi hanno condiviso con me quanto, nell’ultimo anno, il tema dei manga sia spesso entrato nelle stanze di consulenza. Da qui è nato un momento di riflessione in cui, insieme all’équipe del consultorio, ci siamo interrogati su come poter dare senso e comprendere il mondo dell’adolescente attraverso il suo risuonare, appassionarsi e identificarsi con i personaggi dei fumetti giapponesi. Ho accolto con estremo entusiasmo l’invito a questa riflessione: anche io, da quando sono adolescente, sono appassionato di Manga e Anime e ho sempre trovato nella lettura (e visione) stimoli intensi e interessanti su tematiche relative alla crescita, alle relazioni interpersonali e alla comprensione di sé e dell’altro.

Cosa affascina l’adolescente del mondo descritto e raccontato dai protagonisti dei Manga? Il primo aspetto che contraddistingue questo tipo di letteratura orientale è il racconto della quotidianità della vita degli adolescenti: scuola, attività sportive, amici e amori. Gli adulti rimangono spesso sullo sfondo, favorendo, nei ragazzi che leggono, una forte identificazione. In più, i protagonisti dei fumetti per adolescenti sono spesso goffi, impopolari e fortemente a disagio nell’affrontare le vicissitudini quotidiane. Nei Manga, inoltre, i personaggi parlano apertamente e in modo dettagliato delle loro relazioni interpersonali, delle loro difficoltà in merito ai compiti adolescenziali. Vengono affrontate la vergogna e l’imbarazzo sociale derivanti dall’incontro con gli altri pari e dalle prime scoperte della sessualità e dell’erotismo. Tutto questo è affrontato senza censure né pregiudizi, incarnando in modo autentico i turbamenti e i tumulti adolescenziali. Nelle storie che troviamo nei Manga sono inclusi riferimenti a eventi traumatici e a vissuti dolorosi intensi: i conflitti con padre e madre, il suicidio, le incertezze sul proprio corpo e sulla fiducia in sé e sulle proprie capacità.

Se nella letteratura occidentale è più facile trovare una netta distinzione tra buoni e cattivi, forti e fragili, giusto e sbagliato, nei Manga di ogni personaggio emergono punti di forza e debolezza, pregi e difetti e, soprattutto, ognuno fa i conti con i propri errori sia in termini di azioni che nell’espressione delle proprie opinioni: viene dato uno spazio importante all’impatto che il modo di fare di ognuno ha sull’altro. Questo aiuta il lettore ad acquisire maggiore sensibilità ed empatia e favorisce il “mettersi nei panni” degli altri. Questo focus sulle difficoltà tipiche del periodo dell’adolescenza rende i Manga uno spazio accogliente nel quale i ragazzi si percepiscono meno soli e più compresi, anche perché sono proprio le difficoltà, le esperienze negative vissute e le caratteristiche fragili dei personaggi a diventare il motore del cambiamento e successivamente il punto di forza con il quale il personaggio ritrova un senso e un equilibrio nella vita.

Ho toccato con mano quanto “leggersi” nella storia di un fumetto possa essere significativo per la comprensione di sé. Un ragazzo ha scelto di mettere mano nella qualità dei suoi rapporti di amicizia traendo spunto dal fascino suscitato in lui nella storia di amicizia tra due ragazzi protagonisti di un Manga: ha deciso di aprirsi con alcuni suoi amici, raccontando di sé e facendo richieste specifiche in linea con i suoi desideri proprio traendo spunto dai dialoghi letti. Un’altra ragazza che ho seguito ha iniziato a fare “pace” con le sue ansie da prestazione quando la protagonista di un suo fumetto preferito ha affrontato le sue stesse paure. Il mondo dei Manga, può, infatti, diventare uno strumento importante e di grande valore per entrare nel mondo di questi adolescenti, per ascoltarli con orecchie più attente e per cogliere i simboli che utilizzano per definire se stessi e le loro sofferenze. (Guido Palopoli, psicologo e psicoterapeuta)

16 luglio 2021