De Donatis ai sacerdoti: tre giorni di preghiera prima di Pentecoste

La proposta, in una lettera del cardinale vicario, nasce dalle parole del Papa nel momento straordinario di preghiera del 27 marzo in piazza San Pietro. «È il tempo della scelta»

Tre giorni di preghiera prima delle Pentecoste. Con una proposta di digiuno. È l’idea lanciata dal cardinale vicario Angelo De Donatis ai sacerdoti e ai diaconi permanenti della diocesi di Roma in una lettera per la “ripartenza” delle attività che fa seguito a quella del 19 aprile scorso. Un testo cui allega una scheda (reperibile sul sito della diocesi di Roma) per il presbiterio, le équipe pastorali e gli altri operatori pastorali.

La proposta di De Donatis nasce dalle parole pronunciate il 27 marzo scorso da Papa Francesco durante il momento straordinario di preghiera sul sagrato della basilica di San Pietro: «”Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista ma venire a Te e fidarsi di Te. Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri».

Non si tratta «di un programma operativo – sottolinea il cardinale – ma di una riflessione ispirata alla Parola di Dio e che punta a cercare il senso di ciò che stiamo vivendo». Per il vicario questo è «il tempo della scelta. Non è affatto scontato che si debba ritornare a fare tutto ciò che facevamo prima. Dobbiamo sederci, stare in silenzio, ascoltare la Parola e fare discernimento. Cominciamo noi presbiteri, facendo risuonare in noi tutto ciò che ascoltiamo: la Parola e la vita dei fratelli». Di qui la proposta concreta: tre giorni di «preghiera, e se lo volete di digiuno», prima di Pentecoste.

«Saltando uno dei pasti principali faremo un’ora di lectio divina su un testo biblico che vi invierò, accompagnandolo con qualche domanda. In silenzio e in solitudine (ma in profonda comunione gli uni con gli altri) ognuno si metterà in ascolto del Signore che parla. Ascolteremo lo Spirito, chiedendogli di capire il tempo presente e di inspirarci scelte secondo la sua volontà. Dopo una settimana di riflessione, possiamo condividere con altri presbiteri, in piccoli gruppi del tutto spontanei e informali, quanto emerso nella preghiera». «La preghiera – conclude De Donatis – ci aiuterà a riconoscere ciò che è essenziale, superando le discussioni superficiali, reattive, di parte. Sono convinto che emergeranno straordinarie convergenze, poiché è lo Spirito Santo che guida la sua Chiesa».

12 maggio 2020