De Donatis al Ceis: «Una vita nuova è possibile per tutti»

Il cardinale vicario ha celebrato la Messa di Natale al centro fondato da don Mario Picchi: «Lo conobbi a 18 anni, avevo grande ammirazione per lui». Presente anche il sindaco Raggi

Rinascere grazie ad una carezza. Lasciarsi alle spalle violenze, paure, dipendenze dalle droghe grazie a chi con un abbraccio infonde speranza in un futuro migliore. Lamin, Pietro, Valentino, Andrea, Roberto hanno età e storie diverse ma tutti hanno incontrato sulla loro strada gli operatori del Ceis, il Centro italiano di solidarietà fondato da don Mario Picchi nei primi anni ’70 per affrontare problemi derivanti dall’emarginazione e dal disagio giovanile e familiare. Nel 2016 è stato visitato da Papa Francesco. Ospita 450 persone tra donne vittime di violenza, minori abbandonati, tossicodipendenti, migranti, rifugiati politici, mamme e figli in difficoltà. Si occupa anche di disagio minorile, prevenzione ed interventi su adolescenti e anziani.

Ieri sera, martedì 18 dicembre, il cardinale vicario Angelo De Donatis ha presieduto la Messa di Natale nella sede centrale del Ceis, in zona Montagnola. Concelebranti monsignor Francesco Camaldo, cappellano nella basilica lateranense e monsignor Giuseppe Merola. Alla celebrazione era presente anche il sindaco Virginia Raggi. Lamin ha 27 anni ed è originario del Gambia. È arrivato in Italia due anni fa da solo. Non aveva punti di riferimento e aveva paura. Ora è ospite dello Sprar del Ceis e afferma di essere «molto più sereno» e di avere tanti progetti per il futuro. Pietro ha 48 anni, 30 dei quali trascorsi sotto la dipendenza dell’eroina e della cocaina. È al Ceis da 15 mesi e grazie agli operatori ha visto la vita in modo diverso. «Mi hanno insegnato a volermi bene – ha riferito –. Voglio inserirmi nella società come un uomo nuovo». Valentino ha 24 anni e si pone domande sulla fede. «Mi sono chiesto mille volte cosa sia». Ha raccontato di aver partecipato alla riunione pre-sinodale svoltasi a marzo nel Pontificio Collegio internazionale Maria Mater Ecclesiae. «Ho avuto la fortuna di ascoltare Papa Francesco e ho ammirato la sua umiltà – ha detto – quell’esperienza mi ha aiutato ad andare avanti. Mi sono sentito accettato e uguale agli altri ragazzi».

C’è poi chi, archiviato il capitolo dipendenze, offre il suo contributo per aiutare il prossimo. È il caso di Roberto che oggi è un operatore volontario e ha declamato una poesia scritta per la volontaria che lo salvò «solo con una carezza». Per il cardinale De Donatis è stato il primo Natale da porporato al Centro che ha definito «una famiglia numerosa e molto bella». Aveva 18 anni quando conobbe don Mario Picchi, morto nel 2010, ideatore del “Progetto Uomo” e promotore della Federazione italiana delle comunità terapeutiche. «Ammiravo molto questo sacerdote e ammiro l’opera che ha realizzato» ha ricordato il cardinale invitando i presenti ad avere speranza perché «una vita nuova è possibile per tutti. Abbiate fede in quello che il Signore ha promesso e fate memoria di quello che ha operato in questo Centro». Per il sindaco Raggi è stata la quarta visita e ha rimarcato che ogni volta scopre «mille mondi diversi».

Recarsi al centro è importante «per aprire gli occhi e avere uno sguardo più ampio – ha aggiunto –. Il mio contributo può aiutare ma è solo un piccolo passo perché la strada si percorre insieme». Il presidente del Ceis, Roberto Mineo, ha annunciato che a gennaio aprirà a Capannelle una casa per minori con problemi psichiatrici. «Ci saranno 12 posti semiresidenziali e 16 residenziali. Nel territorio non esiste una struttura simile». Lavora al Ceis da 36 anni e ha assunto il ruolo di presidente nel 2010. Conosce personalmente tutti gli ospiti, le loro storie, i loro dolori. «È meraviglioso vederli rinascere – ha concluso -, il Ceis dimostra che è possibile restituire dignità a coloro che la società ha scartato».ù

 

19 dicembre 2018