De Donatis: «Lo Spirito invita ognuno di noi ad abitare questa nostra città»

In Campidoglio la Messa a conclusione dei festeggiamenti per il 2.772° Natale di Roma. L’invito: «Lasciamoci meravigliare dall’incontro con l’altro»

È un invito all’impegno condiviso e orientato al bene comune quello fatto dal cardinale Angelo De Donatis in Campidoglio, questa mattina, 9 maggio, nel corso della celebrazione a conclusione dei festeggiamenti per il 2.772° Natale di Roma. Il vicario del Papa, invitato dal sindaco Virginia Raggi a presiedere la celebrazione eucaristica nella piccola cappella incastonata tra la sala degli Orazi e Curiazi e quella di Annibale, al Palazzo dei Conservatori, nella sua omelia ha commentato il brano degli Atti degli Apostoli guardando a Roma quale «città che ha in parte smarrito il senso della fede in Dio ma che non lo rifiuta».

Tracciando un itinerario da seguire «per rimuovere quegli ostacoli che ci allontanano dal Padre, riscoprendo come cristiani le radici della nostra fede e come cittadini la nostra adesione alla legalità
e alla giustizia», il porporato ha posto l’attenzione sui «tre verbi di azione e concreti» che interessano il protagonista del brano biblico. «Filippo si ritrova, collocato da un angelo, su una strada che non ha scelto – ha detto De Donatis -: è l’invito che lo Spirito fa a ognuno di noi ad abitare questa nostra città che si sta trasformando, senza nostalgia per il passato ma con speranza e serenità perché anche questo tempo presente è aperto al mistero».

Proseguendo nel cammino «egli incontra un etiope, un eunuco, un uomo che viene da lontano», come le tante persone straniere «che arrivano a Roma e che il Signore ci sta mettendo accanto: lasciamoci meravigliare dall’incontro con l’altro – ha esortato De Donatis -, ascoltando davvero il suo grido perché ciascuno ha un proprio vissuto sociale e interiore». Infine, la terza azione concreta compiuta da Filippo è «l’annuncio della Parola unitamente al battesimo dell’eunuco, perché in
ognuno è vivo il desiderio di Dio e il nostro compito – ha concluso il cardinale – è mostrare come il Signore abbia irrigato il nostro personale deserto, spezzando il pane per e con i fratelli».

Il cardinale ha anche ricordato Aldo Moro, il cui corpo fu ritrovato il 9 maggio di 41 anni fa, in via Caetani, «proprio ai piedi di questo colle. Ucciso nel corpo ma non nello spirito».

Al termine della Messa, animata dal coro polifonico della polizia locale di Roma Capitale, De Donatis, portando ai presenti il saluto e la benedizione di Papa Francesco e ricordando anche il suo monito  “Non lasciatevi rubare la speranza”, ha invitato a pregare per il pontefice affidando lui e l’intera città a Maria, Salus populi romani. Alla celebrazione hanno partecipato anche gli ex sindaci di Roma Nicola
Signorello, Franco Carraro e Gianni Alemanno ai quali l’attuale prima cittadina ha donato la speciale medaglia coniata per questo Natale della Capitale. «Il disegno artistico vuole rendere omaggio a Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte – ha spiegato Raggi -, ai 50 anni dal primo allunaggio, il viaggio più lungo che l’uomo abbia compiuto fino ad oggi, e ovviamente alla nostra Città Eterna».

9 maggio 2019