De Donatis: «Superiamo divisioni e odi sociali»

Il cardinale vicario ha aperto l'anno pastorale, incontrando nella basilica di San Giovanni in Laterano gli operatori pastorali delle parrocchie. Per ripartire è richiesto «uno sforzo grande» e «numerosi cambiamenti»

La Chiesa di Roma, immersa nelle fragilità legate alla pandemia, è chiamata a riprendere il cammino «entrando in relazione con tutti per ascoltarli in maniera contemplativa». Non deve «perdere tempo a difendere spazi» bensì «diffondere amore umile». Il suo compito «è contribuire a superare le divisioni, gli individualismi, gli odi sociali, per rilanciare un rinnovamento dell’amicizia». In estrema sintesi le linee guida del nuovo «impegnativo» anno pastorale indicate sabato mattina, 26 settembre, dal cardinale vicario Angelo De Donatis, ruotano intorno all’invito dell’incontro caritatevole con l’altro. Il porporato ha dato il via al nuovo anno nella basilica di San Giovanni in Laterano dove ha incontrato gli operatori pastorali. Un appuntamento quest’anno diviso in due tempi. Nel pieno rispetto delle norme anti-contagio, i sacerdoti e i diaconi si ritrovano con il cardinale questa mattina, lunedì 28 settembre.

De Donatis non ha nascosto che per ripartire, dopo i mesi segnati dal Covid-19, è richiesto «uno sforzo grande». È urgente alimentare il Fondo Gesù Divino Lavoratore per far fronte a povertà e disoccupazione crescente ma interessarsi anche della «pervasività dell’economia sommersa legata alla criminalità e della violenza sociale che si scatena tra i più deboli». Una ripartenza che «è un vero “parto” doloroso» e che sottintende numerosi cambiamenti. Non a caso il titolo del documento con le linee pastorali è “Sapremo cambiare il nostri stili di vita?”. Nella relazione – tenuta al termine della preghiera dinanzi al Santissimo Sacramento -, De Donatis ha affermato che questa è la «sfida» a cui è chiamata la Chiesa di Roma, che deve assolvere un compito non sempre facile ma, se si vuole rendere «credibile l’annuncio del Vangelo», il cristiano «con umile amore di amicizia» è interpellato a fare da paciere nei contesti urbani animati dall’intolleranza. È tempo di superare la logica «di chi cerca di imporre la propria ideologia o l’interesse della propria parte» e la «tendenza a sentirsi superiori». I pastori sono invitati a fare «qualcosa di semplicissimo e feriale» ossia uscire dalle sacrestie, «incontrare e abbracciare gli altri» con una «consapevolezza nuova» e un «cuore abitato dall’amore di amicizia». Se non si adotta questo nuovo stile missionario che vuole una Chiesa in uscita, il cardinale avverte che «non sarà possibile superare l’autoreferenzialità e buttarsi nell’evangelizzazione».

 

La nuova tappa del cammino diocesano si apre nella consapevolezza che «nulla sarà come prima». Per guarire le ferite inferte dal coronavirus e farsi partecipi dell’amore di Cristo, per il porporato bisogna adottare una «costante senza tempo» che si traduce nell’«attivare relazioni non come folla anonima ma a “tu per tu”, toccando con delicatezza la parte più vera dell’altro». Il vicario ha confessato che sta pregando affinché la Chiesa di Roma possa avanzare nel solco tracciato dall’«umile amore di amicizia che fa stare accanto all’altro condividendo la sua sofferenza senza schiacciarlo». Attingendo alla sua lunga esperienza di direttore spirituale al Seminario Romano, ha invitato a rileggere il Vangelo per capire come Gesù ha vissuto le relazioni e a trascrivere l’Inno alla Carità sostituendo il proprio nome al termine “carità”.

Ricordando brevemente il cammino fatto negli ultimi tre anni, il vicario, riferendosi al tema della “memoria” approfondito tra il 2018 e il 2019, ha annunciato che a ottobre sarà pubblicato un volume sulla storia della Chiesa di Roma curato da alcuni storici guidati dal vescovo Paolo Selvadagi. L’incontro è proseguito con l’intervento del vicegerente Gianpiero Palmieri, che ha illustrato il metodo operativo per svolgere il cammino diocesano che «punta sul dialogo in uno stile di amicizia profonda». Di relazioni autentiche che portino a intrecciare relazioni proficue con le famiglie, i giovani, gli ammalati e i poveri hanno parlato anche don Dario Criscuoli, don Alfredo Tedesco e don Benoni Ambarus, rispettivamente direttori della pastorale familiare, giovanile e della Caritas di Roma. Al biblista don Fabrizio Ficco il compito di illustrare il libretto con le schede bibliche per la preghiera domestica.

28 settembre 2020