Denatalità: urgente «invertire la rotta»

Il presidente di Forum famiglie e Fondazione per la natalità Gigi De Palo presenta la seconda edizione degli Stati generali della natalità, il 12 e 13 maggio all’Auditorium Conciliazione. Il tema: “Si può fare”

Il presidente nazionale del Forum famiglie e della Fondazione per la natalità Gigi De Palo (foto: Sir/Marco Calvarese)

“Si può fare” è il tema scelto per la seconda edizione degli Stati generali della natalità, che avrà luogo il 12 e il 13 maggio all’Auditorium Conciliazione, perché è «un messaggio di speranza quello che verrà lanciato». A spiegarlo è Gigi De Palo, presidente di Forum famiglie e Fondazione per la natalità, ente promotore dell’evento che l’anno scorso ha visto la partecipazione anche di Papa Francesco. «Invertire la rotta è possibile – continua De Palo -, evitando così il rischio concreto che corriamo, pur senza rendercene conto, di un “default” del nostro Paese, a patto che siamo disposti a un impegno reale e concreto, mettendo in atto politiche serie e durature che, se non riporteranno la natalità al 2%, ci avvicineranno almeno all’1,6%».

A dimostrare concretamente la fattibilità di «un’inversione del trend demografico sono Paesi vicini al nostro e che avevano il nostro stesso problema, come ad esempio la Germania, dove 5 anni di buone politiche hanno portato a un cambiamento – prosegue -. Possiamo quindi dare un messaggio positivo, a condizione che vengano messe in campo anche in Italia le risorse giuste, con un investimento serio», guardando al ricambio generazionale «come al fulcro da cui partire per la ricostruzione del Paese, mentre il tema della natalità e un piano per le nascite risultano praticamente assenti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza approvato per rilanciare l’economia dopo la pandemia».

Per De Palo, «quella legata alla natalità è la nuova questione sociale», che richiede «un dialogo intergenerazionale serio» oltre che «il coinvolgimento di diversi attori in campo: dal mondo delle imprese a quello delle banche, dalle istituzioni alla politica, dai media alla scuola e fino allo sport e allo spettacolo», perché «c’è bisogno di sedersi insieme a un tavolo ideale per fare tutti il punto, alla luce di quella che è una vera e propria emergenza». Infatti «di fronte alla denatalità e all’inesorabile calo demografico non possiamo e non dobbiamo rassegnarci, limitandoci a commentare tristemente i dati Istat – sono ancora le parole di De Palo – ma dobbiamo agire con scelte concrete, anche raccontando questo tema non con toni di ansia ma con un approccio propositivo», laddove «la natalità è la speranza di un Paese, è l’espressione del desiderio di vita e di esserci».

Ecco quindi il coinvolgimento di personalità legate a settori differenti e che animeranno sessioni diverse relative a nuclei di riflessione quali “coraggio”, “salute”, “conciliare”, “narrare”, perché «lo scopo degli Stati generali della natalità non è un confronto autoreferenziale e chiuso tra realtà associative – ribadisce De Palo – ma un’apertura al di fuori, dalle città alle regioni e fino alle istituzioni e alla politica, rispetto alla quale stiamo operando in maniera sussidiaria, facendo da pungolo affinché dedichi attenzione a questioni che sono fondamentali per il nostro Paese». Prevista la presenza nella prima giornata dei lavori, dopo i saluti istituzionali del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e del ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. La seconda giornata vedrà invece l’intervento, tra gli altri, del segretario del Partito democratico Enrico Letta, della presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e del segretario federale della Lega Matteo Salvini.

In un momento storico in cui «tutto sembra dividere – sono ancora le parole del presidente della Fondazione per la natalità -, dalla contrapposizione tra “vax e novax” a quella tra “Putin e no-Putin”, il tema della natalità mette insieme le parti politiche perché è un tema che riguarda tutti e che aggrega, che ci fa fare squadra come Paese». In sala ci saranno oltre 1.700 giovani, studenti delle scuole secondarie, ma i lavori sono aperti a tutti e possono essere seguiti sia in presenza – prenotandosi attraverso la pagina Facebook dell’evento – sia online, mediante lo stesso canale.

9 maggio 2022