Divieto per i taxi al Colosseo, l’odissea di un disabile

Giampiero Alban, 50 anni, disabile al 100%, denuncia un fatto di fine giugno: in carrozzina e con una borsa, costretto a “salire” fino alla basilica di Massenzio

Affrontare una salita irta all’andata e una discesa ripida al ritorno su una carrozzina, con un borsone pesante sulle gambe e sotto il sole torrido di giugno, perché i taxi non possono accedere in via dei Fori Imperiali. È accaduto il 20 giugno scorso a Giampiero Alban, 50enne disabile al 100%, che per motivi di lavoro doveva recarsi al Clivo Di Venere Felice, su via dei Fori Imperiali, a due passi dal Colosseo. Viaggio regolare fino a largo Corrado Ricci. Dopo di che il tassista ha messo la freccia, ha accostato e, «con vistoso imbarazzo», come racconta Alban, si è visto costretto a chiedere al passeggero di scendere perché lui non poteva percorrere quel tratto di strada. Motivo? La pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Come si legge anche sul sito dell’Agenzia per la mobilità «via dei Fori Imperiali (da piazza del Colosseo a largo Corrado Ricci): il transito è consentito h24 al solo trasporto pubblico di linea e alle biciclette. Auto private, taxi e autovetture Ncc non possono circolare in questo tratto».

Alban è stato quindi costretto a scendere dal mezzo e «alle 17.30 circa, sotto uno splendido sole di un’afosa giornata romana con la mia carrozzina e una borsa, mi sono avviato per circa 7/800 metri e poi ho fatto quella “salita” che porta alla basilica di Massenzio. Autobus delle linee 118 e 51 transitavano stracolmi di gente. Se avessi deciso di prendere un mezzo pubblico come sarei potuto salire su autobus così pieni?». Il 50enne si chiede se il taxi sia considerato mezzo pubblico o privato e perché non siano state applicate «delle deroghe come ad esempio nel caso si trasporti una persona disabile o con un arto ingessato, un anziano, una donna incinta. A fine serata, intorno alle 22 – prosegue -, ho dovuto fare lo stesso percorso e per tornare a casa sono dovuto arrivare a largo Corrado Ricci, sempre con una borsa sulle gambe, da dove ho potuto chiamare un taxi. Vorrei delle risposte dal sindaco, dagli assessori ai Trasporti e alle Politiche sociali e dai vari presidenti delle cooperative di radiotaxi operanti sul territorio».

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepresidente dell’assemblea capitolina Francesco Figliomeni (Fdl), che il 1° luglio scorso ha portato alla luce la denuncia di Alban attraverso un’interrogazione consiliare, rimarcando che «occorre tenere conto dei fattori legati alla funzionalità residua della persona con disabilità in modo da soddisfare il bisogno di mobilità delle persone con disabilità, nel rispetto di quanto previsto dalle norme vigenti». Per il consigliere, l’isola pedonale di via dei Fori Imperiali è sì «un’iniziativa che ha importanti risvolti dal punto di vista economico e sociale» ma «non può e non deve trasformarsi in barriera architettonica».

24 luglio 2019