Divulgazione di notizie riservate: due arresti in Vaticano

Il fermo è scattato nei confronti di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaoqui. Lombardi: «Tradimento della fiducia del Papa»

Il fermo è scattato nei confronti di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaoqui. Lombardi: «Tradimento della fiducia del Papa»

Sottrazione e divulgazione di notizie e documenti riservati. È questa l’accusa mossa, dopo le indagini svolte dalla Gendarmeria vaticana, a monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaoqui, che in passato erano stati rispettivamente segretario e membro della Commissione referente di Studio e indirizzo sull’organizzazione delle Strutture Economiche Amministrative della Santa Sede. Successivamente alle risultanze degli interrogatori i due accusati sono stati trattenuti in stato di arresto in vista del proseguimento delle indagini.

Gli arresti sono avvenuti tra sabato 31 ottobre e domenica primo novembre. Oggi, lunedì 2, il promotore di Giustizia Gian Piero Milano e l’aggiunto Roberto Zanotti hanno convalidato gli arresti, provvedendo a rimettere in stato di libertà Francesca Chaoqui, nei confronti della quale non sono più state ravvisate esigenze cautelari, anche perché – fanno sapere dalla Sala Stampa della Santa Sede – sta collaborando alle indagini.

Sempre nel comunicato si legge che per quanto riguarda «i libri annunciati» (sono in uscita due libri dei giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi n.d.r.) «va detto chiaramente che anche questa volta, come già in passato, sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata, operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell’ufficio del promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale. Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa».

 

2 novembre 2015