Don Andrea Santoro “a casa”, a Villa Fiorelli

Il corpo del sacerdote ucciso in Turchia torna, il 2 dicembre, nella chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Venanzio, da lui guidata per 6 anni. L’omaggio dell’amico Feroci. La Messa con De Donatis. Il parroco don Fasciani: «Riaccoglierlo qui è invito a testimoniare la fede fino alla fine»

Dopo 22 anni, don Andrea Santoro torna “a casa”, nella chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Venanzio, davanti a Villa Fiorelli, dove fu parroco dal settembre 1994 all’11 settembre 2000, giorno in cui partì come fidei donum per la Turchia, dove fu ucciso il 5 febbraio 2006 mentre pregava nella chiesa di Santa Maria, a Trabzon. La traslazione del corpo, dalla tomba dei parroci di Roma nel cimitero del Verano alla parrocchia, si terrà venerdì 2 dicembre. Il corpo arriverà nella chiesa di Villa Fiorelli alle 16 e sarà accolto dal cardinale Enrico Feroci, suo grande amico, che il 31 gennaio 2006, cinque giorni prima dell’omicidio di don Andrea, lo accompagnò a Fiumicino per il rientro in Turchia dopo un breve soggiorno romano. Alle 18 il cardinale vicario Angelo De Donatis presiederà la celebrazione eucaristica e alle 21 è in programma una veglia di preghiera presieduta da don Marco Vianello, oggi parroco a San Frumenzio ma che alla fine degli anni ‘90 era vice parroco di don Andrea a Santi Fabiano e Venanzio. Sabato 3 dicembre alle 8.30 si terrà la preghiera delle lodi presieduta da don Fabio Fasciani, parroco della chiesa di Villa Fiorelli; alle 10.30 la liturgia eucaristica presieduta dal vicario apostolico di Istanbul Massimiliano Palinuro e concelebrata dal vescovo ausiliare della diocesi di Roma Benoni Ambarus. A seguire, il corpo sarà tumulato nella tomba posizionata ai piedi di un grande Crocifisso davanti al quale il sacerdote fidei donum era solito inginocchiarsi in preghiera. È rivestita in travertino bianco e rosso.

 

L’idea di riportare a “casa” don Andrea è partita dalla comunità parrocchiale, che ha fatto richiesta alla diocesi. Maddalena Santoro, sorella del sacerdote e presidente dell’associazione Don Andrea Santoro onlus, che parlando del fratello lo chiama sempre “don Andrea”, spiega che i parenti hanno «semplicemente acconsentito a quanto stava avvenendo in diocesi». Con la sorella Imelda e la mamma Maria, scomparsa da qualche anno, non avevano «preferenze su dove dovesse essere sepolto. La richiesta non ci ha turbato ma neanche esaltato. Per noi andava bene anche la permanenza nella tomba dei parroci ma sappiamo bene quanto don Andrea fosse amato dalla comunità dei Santi Fabiano e Venanzio e quanto fosse grande il desiderio dei fedeli di averlo con loro. La diocesi ha dato il consenso e noi siamo state contente». Sempre in accordo con la diocesi, il giaccone che il sacerdote fidei donum indossava al momento dell’omicidio nel febbraio scorso è stato consegnato alla comunità di Trabzon mentre la sua Bibbia in lingua turca, trapassata da uno dei proiettili che lo uccise, dal 2020 è esposta nella parrocchia Gesù di Nazareth a Verderocca che don Andrea fondò e guidò dal 1981 al 1993.

Bibbia di Don Santoro, parrocchia Gesù di Nazareth, 26 ottobre 2019

La comunità di Villa Fiorelli vive questi giorni di attesa «con ansia positiva – afferma il parroco don Fabio Fasciani -. Erano anni che i parrocchiani aspettavano questo momento. Per noi è importante avere qui la testimonianza non solo della storia della nostra parrocchia ma anche della storia della Chiesa di Roma e della sua generosità. Il sacrificio di don Andrea è per noi un grande segno. Il suo ministero sacerdotale ai Santi Fabiano e Venanzio deve dettare il cammino della parrocchia. Poterlo riaccogliere qui non significa avere una reliquia ma sarà l’invito a perseguire l’obiettivo di testimoniare la fede fino alla fine». In parrocchia opera anche l’associazione Finestra per il Medio Oriente, fondata da don Andrea nel 2003, che tutt’oggi si propone di favorire la conoscenza, il dialogo, l’incontro e la comunione tra il mondo medio orientale e quello occidentale. Pensando al ministero sacerdotale di don Santoro, don Fabio sottolinea che la sua testimonianza «dice che si può essere preti stando sul balcone, guardando ciò che accade o essere i preti che fanno accadere le cose, che accolgono l’ispirazione di Dio e partono. Questo è stato don Andrea, che fino alla fine ha seguito la volontà di Dio».

23 novembre 2022