Don Falabretti (Pastorale giovanile Cei) racconta la Gmg ai più giovani

La lettera aperta in vista dell’appuntamento di Lisbona (1-6 agosto 2023). «Solo se avrete il coraggio di mettervi in viaggio riuscirete a capire cosa sia questa esperienza»

In vista dell’appuntamento con la Giornata mondiale della gioventù di Lisbona, dal 1° al 6 agosto 2023 – a 6 anni dall’ultima Gmg celebrata in Europa -, don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, scrive una lettera aperta i più giovani, per raccontare il senso di «un viaggio di nome Gmg». Il motivo è semplice: «Probabilmente – riflette il sacerdote – molti di voi ne hanno sentito parlare da fratelli e sorelle più grandi o forse dagli amici educatori; può darsi persino che qualcuno non sappia proprio che cosa sia. Dovremo raccontarvi qualcosa, perché nel cuore di molti che oggi non sono più proprio giovani ci sono immagini ed esperienze così belle, da averli convinti che vale sempre la pena mettersi in viaggio».

Il sacerdote parla di racconti fatto «di viaggi lunghi e impossibili, di alloggi di fortuna dove si dorme a terra, di cibo non proprio di qualità anche se nessuno è mai morto di fame, del desiderio di un caffè “vero”. Sentirete anche di amicizie nate in poco tempo che si sono sciolte al sole dopo pochi giorni e di altre che resistono da anni», prosegue. Racconti e testimonianze di chi, nella sua Gmg, si è sentito raggiunto «dalla consolazione di una Presenza che ci parlava attraverso una Parola antica che i cristiani si tramandano da secoli; attraverso la parola di un uomo vestito di bianco che ci confermava il valore della fede; attraverso due grandi braccia di legno che ci ricordavano quanto grande fosse il dolore del mondo che Gesù ha portato sulla sua croce. Nel silenzio – aggiunge – era di grande consolazione sentire che il cuore degli altri batteva vicino al tuo. Nel silenzio qualcuno, assicura, ha sentito il sussurro di Dio». Proprio per questo, «è stato un momento in cui le grandi domande facevano meno paura. Forse nessuno ha trovato risposte definitive, ma è nata in noi la certezza che le risposte ci accompagnano ogni volta che ci si apre alla ricerca; e la vita ci è apparsa meno superficiale e insignificante».

Le parole di don Falabretti si nutrono di vita. «Non potremo mai spiegarvi la Gmg senza dirvi cosa ha voluto dire per noi – scrive -. E sappiamo soltanto una cosa: che soltanto se avrete il coraggio di mettervi in viaggio, per quanto lungo e faticoso possa essere, riuscirete a capire cosa sia questa esperienza». Quindi, la conclusione: «Forse adesso che vi abbiamo detto qualcosa della Gmg senza spiegarvi nulla, potrebbe venirvi un po’ di voglia di partire. Pensateci: “Siamo a Lisbona: da qui non partono strade”, ha scritto Saramago; e infatti qui non ci sono strade perché oltre c’è solo l’oceano e l’infinito. A Lisbona si respira un’aria di mistero e attrazione, si vede ancora il fascino di chi l’ha abitata poco perché doveva partire e andare lontano, in cerca di terre e di tesori, ma anche con il desiderio di portare dall’altra parte il Vangelo di Gesù. Ecco – riflette -, la Gmg è insieme queste due cose: la possibilità di fare scoperte e la possibilità di dire qualcosa di sé agli altri. Sicuri che non volete venire?».

29 settembre 2022