Don Romano: «Mettere in rete le realtà dedicate agli anziani»

L’impegno del parroco di San Luca al Prenestino-Labicano e della sua comunità per combattere la solitudine. Il progetto “Quartieri solidali” lanciato dalla Caritas

Spot tv e radio, video e articoli – protagonisti anche i periodici diocesani come Romasette.it iscritti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) – mettono in luce, nell’ambito della campagna Cei per la sensibilizzazione sul sostegno ai sacerdoti diocesani, l’impegno dei presbiteri e le attività promosse grazie alla collaborazione con i laici. Opportunità per richiamare alla corresponsabilità economica verso l’operato dei sacerdoti diocesani e sentirsi “Uniti nel dono“. Nella campagna di sensibilizzazione si inserisce il racconto di storie dell’impegno di sacerdoti diocesani: a quelle già pubblicate si affianca oggi l’esperienza di don Romano De Angelis, parroco di San Luca Evangelista al Prenestino-Labicano, accanto agli anziani del territorio.

«Quando sono rimasta sola non volevo più uscire di casa, avevo perso qualsiasi interesse. L’accoglienza e l’affetto della comunità parrocchiale sono stati fondamentali per tornare a vivere». Nelle parole di Maria, 81 anni, il grazie più autentico ai sacerdoti e ai laici di San Luca Evangelista, nel quartiere Prenestino-Labicano. Una grande comunità che ha come unico scopo non lasciare solo nessuno. Poco importa se le persone partecipano alle celebrazioni o meno, se vivono nel quartiere o provengono da un’altra zona. L’importante è combattere la solitudine unendo le forze di tutti i gruppi parrocchiali.

Il quartiere, nato a metà degli anni ’50, è abitato soprattutto da anziani. Per questo sei anni fa è stato avviato il progetto “Quartieri solidali”, un programma di assistenza domiciliare leggera per gli over 75, promosso dalla Caritas diocesana. «È un’iniziativa molto bella, soprattutto per chi non ha più la possibilità di uscire – afferma il parroco don Romano De Angelis -. Inizialmente abbiamo dovuto vincere la resistenza degli anziani ad accogliere in casa persone che non conoscono. Hanno giustamente paura, sono spesso oggetto di truffe. Ma poi, grazie anche al passaparola, hanno conosciuto il progetto e una decina di loro ogni settimana attende con gioia la visita dei volontari per trascorrere un paio d’ore in compagnia. Una quarantina di over 70, inoltre, si rivolge alla parrocchia per varie necessità». Attraverso “Quartieri solidali” è stato quindi aperto lo “Sportello dei diritti” seguito da pensionate del V municipio attive con le tre sigle sindacali. Accolgono e aiutano gli anziani a comprendere i diritti di cui valersi.

Marsilia ha 79 anni e ha usufruito del progetto quando il marito stava male. «Le ore trascorse con i volontari sono state preziose per lui e per me – spiega -. Per questo, quando sono rimasta vedova, ho deciso di dedicarmi al prossimo e oggi sono volontaria anche io». Un circolo virtuoso d’amore che ha coinvolto anche Gabriella, 71 anni. «Dopo un lutto in famiglia ho sentito la necessità di fare qualcosa per gli altri – aggiunge -. L’attenzione verso gli anziani fa bene a loro e a noi. Basta una parola, un sorriso, un abbraccio per farli sentire accolti, amati, accuditi. Ci vorrebbero però più volontari perché gli anziani che si rivolgono in parrocchia sono sempre di più».

Per molti over 70, l’attesa della visita settimanale, della telefonata per sapere come è andata la giornata o gli auguri di compleanno diventano lo stimolo per combattere la monotonia. Per qualcuno è anche l’occasione per riprendere un colloquio spirituale e riavvicinarsi alla fede. Silvana segue una signora non vedente di 86 anni. «È per me un’amica, una sorella, una madre – dice -. Siamo importanti l’una per l’altra. “Quartieri solidali” è un progetto che crea legami autentici». Come il rapporto di amicizia nato tra due signore: una aveva solo il desiderio di recitare il Rosario in compagnia, l’altra quella di donare il suo tempo. Sono state messe in contatto da Teresa, che con il marito si è trasferita a Roma da pochi mesi. Per loro il volontariato «è stato l’occasione per conoscere delle persone stupende. Così come ci siamo sentiti accolti cerchiamo di accogliere e coinvolgere». Anche per questo è allo studio la possibilità di estendere il progetto ai condomini dove vivono più anziani, per creare relazioni anche tra loro.

Intento del parroco è anche quello di mettere in rete tutte le realtà parrocchiali dedicate agli anziani come il circolo bocciofilo, il gruppo Tabor, che da oltre trent’anni, nei giorni dispari, dona un’ora e mezza di svago agli over 70 ai quali si sono aggiunti anche quattro ragazzi disabili. «Sono complessivamente una quarantina le persone che partecipano agli incontri – dice Giovanna, una delle responsabili -. Si inizia sempre con un momento di preghiera guidato dal vice parroco, don Roberto Paola. Poi spazio a varie attività ludico-ricreative». Inclusi nella “rete” anche i ministri straordinari dell’Eucaristia.

Rosetta, 74 anni, ringrazia i sacerdoti per «portare avanti l’iniziativa che promuove la socializzazione. Qui si sperimenta la fratellanza». Severina, arzilla 86enne, coinvolge negli incontri anche le badanti. «Se si sentono accolte sono ancora più gentili con gli anziani che accudiscono – dice -. I pomeriggi del gruppo Tabor sono importanti per tanti anziani rimasti soli, sono l’incentivo per uscire di casa». La cura degli anziani va insegnata fin da piccoli, e per questo è stato chiesto ai bambini del catechismo di scrivere delle letterine ai nonni del quartiere in vista delle prossime festività natalizie. «Un piccolo gesto che può fare tanto bene», conclude don Romano, ricordando che il prossimo anno si vorrebbe far partire un laboratorio di informatica elementare «per insegnare con un linguaggio semplice quelle applicazioni diventate fondamentali per scaricare la ricetta medica o per prenotare all’ufficio postale».

29 novembre 2023