Droghe, Osservatorio di Lisbona: «Consumi tornati a livelli pre-pandemici»

Relazione europea: cresce la preoccupazione per le nuove sostanze psicoattive, ma anche per l’uso del crack. 83 milioni gli adulti che usano sostanze illecite; 5,8mila i decessi per overdose

L’impatto dei problemi legati alla droga è riscontrabile ovunque e riguarda tutti. Con queste parole, il direttore dell’Emcdda, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona, ha presentato ieri, 14 giugno, l’annuale Relazione europea sulla droga i cui dati riguardano in gran parte il 2020 (poiché la Relazione raccoglie i rapporti ufficiali provenienti dai singoli Stati). Il quadro che emerge, già anticipato da alcune pubblicazioni dello stesso Osservatorio nei mesi scorsi, è preoccupante. Secondo l’Emcdda, nonostante la pandemia non abbia scalfito il traffico di droga, c’è stato un «rapido rimbalzo dell’offerta e del consumo di droga» a seguito delle interruzioni dovute al Covid-19. «La disponibilità di droga rimane a livelli elevati in tutta la Ue (in alcuni casi, come quello della cocaina che sta superando i livelli pre-pandemici) e continuano a emergere sostanze potenti e pericolose», si legge in una nota dell’Emcdda.

Anche i consumi di stupefacenti fanno registrare segnali di un ritorno ai livelli pre-pandemici. Secondo il rapporto, nell’Unione europea «circa 83,4 milioni di adulti (di età compresa tra 15 e 64 anni), pari al 29%, hanno fatto uso di sostanze illecite, con un numero di maschi maggiore (50,5 milioni) rispetto alle femmine (33 milioni) ad averne segnalato il consumo. La cannabis resta la sostanza maggiormente consumata, con oltre 22 milioni di europei adulti che ne hanno segnalato il consumo nell’ultimo anno. Gli stimolanti sono la seconda categoria più comunemente segnalata. Si stima che nell’ultimo anno 3,5 milioni di adulti abbiano consumato cocaina, 2,6 milioni Mdma e 2 milioni amfetamine. Circa un milione di europei ha consumato eroina o un altro oppiaceo illecito nell’ultimo anno». Sebbene la prevalenza del consumo sia inferiore per il consumo di oppiacei rispetto ad altre droghe, gli oppiacei continuano a rappresentare «la maggior parte dei danni attribuiti al consumo di sostanze illecite, come dimostra la presenza di oppiacei, spesso in combinazione con altre sostanze, che è stata rilevata in circa tre quarti dei casi di overdose mortali segnalati nell’Unione europea per il 2020».

A segnalare un ritorno ai livelli pre-pandemici, anche le recenti ricerche sulle acque reflue di alcune città europee. «L’analisi delle acque reflue rivela un aumento del consumo di cocaina, crack, amfetamina e metamfetamina in alcune città tra il 2020 e il 2021 – spiega l’Emcdda -. Inoltre, con l’allentamento delle restrizioni dovute al Covid-19 in tutta Europa, il trattamento della tossicodipendenza e gli altri servizi sembrano essere tornati “all’ordinaria amministrazione”, pur mantenendo alcune delle pratiche innovative adottate durante il lockdown (come servizi di sanità digitale e telemedicina)». Per la commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson, «la continua intensificazione della produzione di droghe sintetiche nell’Ue ci mostra l’incessante impulso dei gruppi della criminalità organizzata a trarre vantaggio dal commercio illegale di droghe, mettendo a rischio la salute pubblica e la sicurezza. È particolarmente preoccupante – aggiunge – che i partenariati tra le reti criminali europee e internazionali abbiano dato luogo a una disponibilità record di cocaina e alla produzione di metamfetamina su scala industriale in Europa». Anche per il direttore dell’Emcdda Alexis Goosdeel il rapporto evidenzia diverse criticità: «Le droghe tradizionali non sono mai state così accessibili e continuano a emergere nuove sostanze potenti – spiega -. Oggi, quasi tutto quello che ha proprietà psicoattive può essere considerato droga, poiché i confini tra sostanze lecite e illecite si confondono. E tutti possono essere coinvolti, direttamente o indirettamente, dal momento che i problemi droga-correlati aggravano la maggior parte delle altre importanti sfide sociali e sanitarie che ci troviamo ad affrontare oggi».

Uno dei temi che sembra preoccupare maggiormente l’Osservatorio di Lisbona è il fiorente mercato – con relativi consumi – delle nuove sostanze psicoattive (Nps), che «continuano a comparire in Europa al ritmo di una alla settimana – spiegano -, ponendo così una sfida per la salute pubblica. Nel 2021 sono state segnalate per la prima volta 52 nuove droghe attraverso il sistema di allerta rapido dell’Ue, portando a 880 il numero totale di nuove sostanze psicoattive monitorate dall’Emcdda. Nel 2021 sono stati segnalati per la prima volta 6 nuovi oppiacei sintetici, 6 catinoni sintetici e 15 nuovi cannabinoidi sintetici». Nel 2020, inoltre, sono stati sequestrati in Europa quantitativi record di Nps per un totale di 6,9 tonnellate. «Del materiale sequestrato, 3,3 tonnellate erano costituite da catinoni sintetici, spesso venduti come sostituti di stimolanti noti (ad esempio cocaina, Mdma) – si legge nella nota dell’Emcdda -. A seguito dei controlli sui catinoni sintetici in Cina, la maggior parte dei quantitativi di queste sostanze circolanti in Europa nel 2020 proveniva dall’India, rispecchiando probabilmente l’adattamento del mercato ai controlli legali e alle interruzioni dell’approvvigionamento».

Anche agli sviluppi per la sostanza illecita più popolare in Europa, ovvero la cannabis, la relazione dedica un’attenzione particolare. «I prodotti a base di cannabis sono sempre più diversificati, tra cui estratti e prodotti edibili (alto contenuto di Thc) e prodotti a base di Cbd (basso contenuto di Thc). Anche il contesto politico europeo in materia di cannabis sta cambiando, con un graduale ampliamento della portata di applicazione delle politiche. Oltre al controllo della cannabis illecita, le politiche coprono ora la regolamentazione della cannabis per uso medico e per altri usi». Nel 2020, inoltre, il contenuto medio di Thc della resina di cannabis era del 21%, quasi il doppio di quello della cannabis in foglie e infiorescenze (11 %), invertendo la tendenza osservata negli ultimi anni, quando la cannabis in foglie e infiorescenze era tipicamente di potenza superiore. «Ciò riflette l’innovazione del mercato in quanto i produttori di resina, di solito provenienti da Paesi terzi, sembrano aver risposto alla concorrenza delle foglie di cannabis prodotte in Europa», spiega la relazione.

Tra i dati più preoccupanti c’è anche quello dei laboratori di droga intercettati in Europa dalle forze dell’ordine. Nel 2020, infatti, sono stati smantellati oltre 350 laboratori di produzione illegale di stupefacenti, compresi alcuni siti di produzione su larga scala di cocaina, metamfetamina e catinoni. Nel 2020, inoltre, sono state sequestrate un quantitativo record di 213 tonnellate di cocaina (202 tonnellate nel 2019) mentre sono stati smantellati 23 laboratori (15 nel 2019). «Anche la disponibilità di amfetamina è elevata e potrebbe aumentare – si legge nella nota -. Nel 2020 gli Stati membri dell’Ue hanno sequestrato un quantitativo record di 21,2 tonnellate (15,4 tonnellate nel 2019) e sono stati smantellati 78 laboratori di amfetamina (38 nel 2019)». Stabile il numero di laboratori di Mdma smantellati (29) nel 2020 e, sebbene meno comuni, nel 2020 sono stati smantellati anche laboratori illeciti che producevano eroina, ketamina, Gbl e Dmt. Oltre all’elevata disponibilità di cocaina in Europa, l’Osservatorio segnala anche un aumento dei consumi di crack in diverse città e Paesi, rilevato tra i consumatori più vulnerabili. Il crack è solitamente fumato ma può anche essere iniettato per via parenterale comportando una serie di danni alla salute e alla società (ad esempio, malattie infettive e violenza). Le tendenze a lungo termine indicano che, secondo le stime, nel 2020 in Europa 7mila consumatori si sono sottoposti a trattamento per problematiche crack-correlate, il triplo rispetto al 2016.

Infine, l’Osservatorio di Lisbona chiede di potenziare i servizi di trattamento e di riduzione del danno. «Nel 2020 solo la Repubblica Ceca, Spagna, Lussemburgo e Norvegia hanno riferito di aver raggiunto gli obiettivi 2020 dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di fornire 200 siringhe all’anno per persona che assume droghe iniettabili e di avere il 40% della popolazione di consumatori di oppiacei ad alto rischio in trattamento agonista degli oppiacei, un fattore protettivo contro l’overdose – spiega l’Emcdda -. Nel 2020 è stato stimato un milione di consumatori ad alto rischio di oppiacei nell’Ue e 514mila utenti in trattamento agonista degli oppiacei, questo suggerisce una copertura di trattamento complessiva del 50%. Esistono tuttavia grandi differenze tra i Paesi e l’offerta di trattamento rimane insufficiente in molti Stati membri dell’Ue». Le segnalazioni raccolte dall’Osservatorio indicano che anche il crack potrebbe aumentare. «Le tendenze a lungo termine indicano che, secondo le stime, nel 2020 in Europa 7mila consumatori si sono sottoposti a trattamento per problematiche crack-correlate, il triplo rispetto al 2016». Sebbene l’assunzione per via parenterale di eroina sia in calo, infatti, «vi sono crescenti preoccupazioni per l’assunzione per via parenterale di una gamma più ampia di sostanze, tra cui amfetamine, cocaina, catinoni sintetici, oppiacei prescritti e altri medicinali», spiega l’Emcdda. Nel 2020, in tutta l’Unione europea si sono verificati 5,8mila decessi per overdose da sostanze illecite e «la maggior parte di questi decessi è stata associata alla politossicità, che generalmente comprende combinazioni di oppiacei illeciti, altre sostanze illecite, farmaci e alcol», conclude il rapporto.

15 giugno 2022