Emergenza Covid, progetto di Caritas e Arsial

Gli scaffali dell’Emporio della Cittadella della carità arricchiti di nuovi prodotti. Il direttore Don Ambarus: «Gesto di solidarietà importante»

Caritas Roma e Arsial (l’Agenzia regionale per l’innovazione e lo sviluppo dell’agricoltura del Lazio) avviano un doppio binario di solidarietà a favore delle famiglie e delle aziende agricole in difficoltà economica a causa dell’emergenza sanitaria. La necessità di evitare assembramenti e il conseguente annullamento di fiere, sagre e di altre iniziative promozionali, ha lasciato nelle casse di Arsial oltre 750mila euro che, di concerto con la Regione Lazio, sono stati destinati al progetto “Emergenza Covid-19: interventi straordinari per le persone sole e le famiglie indigenti”.

Gli scaffali dell’emporio della Cittadella della Carità Santa Giacinta, in via Casilina Vecchia 19, dove l’iniziativa è stata presentata oggi, 22 gennaio, si sono quindi arricchiti di prodotti acquistati dalle aziende che operano nel Lazio. Non solo alimenti deperibili come carne, salumi, formaggi, uova, latticini, verdura, frutta, ma anche beni essenziali come olio, caffè, latte, legumi, pelati. «Un doppio elemento di solidarietà che unisce domanda e offerta e al tempo stesso mette al centro la dignità delle persone», ha affermato il presidente di Arsial Mario Ciarla, riferendosi al fatto che negli empori le famiglie acquistano autonomia e al tempo stesso soddisfano al meglio i propri bisogni di consumo. Un aiuto «concreto e a 360 gradi», ha proseguito Ciarla, che tende una mano alle tante persone che si sono improvvisamente ritrovate senza reddito e con l’altra offre un «importante supporto al lavoro e alla produzione del comparto agricolo regionale compreso quello delle zone terremotate». Ciarla non esclude che il progetto possa continuare in futuro «destinando agli empori le eccedenze e il fresco».

Emporio Caritas "Emergenza Covid-19", don Benoni Ambarus, gennaio 2021Don Benoni Ambarus, direttore della Caritas diocesana di Roma, non ha nascosto la «gioia» perché «vedere gli scaffali sguarniti di frutta e verdura e altri prodotti deperibili, è un pugno allo stomaco». Dall’inizio della pandemia le parrocchie romane assistono oltre 22mila famiglie, molte delle quali indirizzate agli empori della solidarietà. Questi, ha spiegato don Ambarus, vengono approvvigionati con le raccolte alimentari e anche grazie «alla straordinaria generosità di tanti benefattori che però offrono perlopiù scatolame o alimenti a lunga conservazione». Il progetto, invece, permetterà all’organismo diocesano «di allargare il paniere e poter garantire per alcuni mesi prodotti freschi e di alta qualità – ha concluso don Benoni -. Un gesto di solidarietà importante che sostiene e dà respiro anche alla filiera agricola del Lazio».

22 gennaio 2021