Famiglia e assegno unico il ministro Bonetti: «Rimane l’impegno di partire da luglio»

Il ministro all’incontro online organizzato dal “Giovanni Paolo II”: «Questa erogazione aggiuntiva ci sarà». L’arcivescovo Paglia: «Occorrono misure specifiche dirette ed esplicite a favore del “fare famiglia”

Da parte del governo «rimane l’impegno di far partire da luglio» l’erogazione dell’assegno unico per figlio. C’è anche la ferma volontà di riproporre le attività estive, i centri estivi, la promozione di «un piano educativo ampio che coinvolga i Comuni, il terzo settore, il mondo della cultura, il teatro e lo sport». Il ministro per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti ha scongiurato l’ipotesi di un rinvio della nuova misura di sostegno alla genitorialità inserita nel disegno di legge Family act e ha annunciato che la squadra di governo è già impegnata per la stesura di una sorta di “piano estate” per i ragazzi. L’occasione è stato l’incontro online “Risorse per la famiglia. Famiglia come risorsa. Dall’assegno unico a una nuova stagione di politiche della famiglia” organizzato ieri pomeriggio, 27 aprile, dalla nuova cattedra di Politica ed economia delle istituzioni familiari del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II. Soffermandosi sull’assegno unico universale per figlio a carico, il ministro ha rimarcato che i dubbi «leciti» sollevati sulla data di partenza sono strettamente legati al periodo, nel senso che ci troviamo a metà anno. «Le risorse aggiuntive ci sono e si possono usare. È chiaro che con le detrazioni in corso bisogna evitare aggravi sulla fiscalità ma questa erogazione aggiuntiva per le famiglie ci sarà».

Per il gran cancelliere e presidente della Pontificia Accademia per la Vita Vincenzo Paglia, il via libera definitivo al nuovo strumento universale rappresenta «una vittoria politica e allo stesso tempo un atto dovuto di riconoscimento alle famiglie che sono la principale risorsa per il Paese. È stato saggio metterle in condizione di esserlo il più possibile». Questo tempo di pandemia, per l’arcivescovo, ha confermato che «la famiglia è la risorsa più importante per la società». Una risorsa la cui valorizzazione passa anche attraverso la formazione. Durante l’incontro moderato dal giornalista di Avvenire Massimo Calvi, il presule ha ribadito che «non basta sostenere l’occupazione, la natalità, le pari opportunità, la lotta contro la povertà e l’inclusione sociale. Occorrono misure specifiche dirette ed esplicite a favore del “fare famiglia”. Una politica è familiare se mira esplicitamente a sostenere le funzioni sociali e il valore sociale aggiunto della famiglia come tale, in particolare la famiglia come capitale sociale».

Pregio del ddl Family act, per Bonetti, è quello di basarsi «sulla volontà di restituire fiducia» agli italiani. Confessando che a causa della pandemia ha vissuto nel governo «uno dei momenti più drammatici della Repubblica», ha affermato che era tanto necessario quanto urgente restituire una speranza per il futuro. A tal proposito ha spiegato che la piaga della denatalità «non è solo la causa della crisi economica-sociale e di non sostenibilità di un Paese ma è sintomo di un Paese che non ha davanti a sé l’orizzonte per guardare avanti». L’attuale situazione occupazionale non permette a migliaia di giovani «di proiettarsi nel domani». Il precariato, la mancanza di una situazione abitativa stabile generano insicurezza e «inibiscono ogni scelta e il coraggio del nostro divenire». Per Matteo Rizzolli, docente di politica ed economia delle istituzioni familiari, «la natalità rappresenta una priorità anche per rendere più sostenibile gli investimenti sul futuro che si stanno facendo con il Pnrr».

28 aprile 2021