Fatebenefratelli, lo sciopero dei lavoratori

Massiccia adesione alla manifestazione che ha visto scendere in piazza oltre 300 dipendenti contro il piano industriale della proprietà. I sindacati: intervenga finalmente la Regione

 

Oltre 300 i lavoratori dell’ospedale Fatebenefratelli che questa mattina, martedì 23 settembre, sono scesi in spiazza contro il piano industriale presentato dalla proprietà che prevede 200 licenziamenti, il taglio del salario fino al 40% e che «non contiene alcuna certezza sul futuro dell’ospedale», dichiarano le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Ugl. Il presidio era previsto davanti al ministero della Salute, ma è stato fatto spostare dalle forze dell’ordine, fino a diventare un girotondo che ha “presidiato” l’ingresso della struttura sanitaria.

Alta la partecipazione dei lavoratori: oltre il 65%. A riferirlo è Antonio Cuozzo, delegato Cisl Fp Roma. «Siamo contro l’accordo quadro firmato all’azienda con i sindacati dei medici che prevede il taglio del salario del 20% in tre anni. Un accordo voluto in modo unilaterale senza sentire i sindacati». Garantito comunque il regolare svolgimento delle attività dell’ospedale.

Da parte dei sindacati, l’aspettativa è che intervenga finalmente la Regione. Il rischio concreto, per Natale Di Colla, segretario generale Cgil Fp Lazio, è «che se non si riprende il dialogo la situazione possa precipitare». L’idea è di «certificare il volere dei lavoratori con un referendum interno, che non c’è stato. E che anche da soli autopromuoveremo».

23 settembre 2014