Fine vita, anche la Fiaso aderisce al Manifesto interreligioso

La Federazione italiana aziende e strutture ospedaliere firma la carta dei diritti per garantire, oltre alle cure, rispetto della dignità e supporto spirituale

Anche la Federazione italiana aziende e strutture ospedaliere (Fiaso) aderisce al “Manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita“, sottoscritto il 5 febbraio scorso nel Complesso monumentale del Santo Spirito, alla presenza, tra gli altri, del vescovo delegato per la Pastorale sanitaria Paolo Ricciardi. A sancire il sostegno della Federazione, è arrivata questa mattina, 11 luglio, la firma del presidente Francesco Ripa di Meana, in occasione dell’assemblea annuale dei soci Fiaso. Intervenuti anche, in rappresentanza dei tre enti promotori del Manifesto, Angelo Tanese (Asl Roma!), Maria Angela Falà (Tavolo interreligioso di Roma) e Paolo Favari (Università Cattolica – Hospice Villa Speranza).

Nel giorno in cui in Francia un uomo in stato di coscienza minima, Vincent Lambert, è morto per l’interruzione di idratazione e nutrizione artificiale, si arricchiscono dunque le adesioni al documento che rappresenta il punto di arrivo di un percorso pienamente condiviso con le confessioni religiose per trasformare i diritti enunciati in procedure operative. Fra i punti elencati nel documento, il diritto di disporre del tempo residuo, di ricevere servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale, il diritto alla presenza del referente religioso o assistente spirituale, al rispetto reciproco e alle pratiche pre e post mortem. «Il fatto che il Manifesto venga oggi siglato anche da Fiaso – sottolinea Ripa di Meana – è la testimonianza dell’impegno che le Aziende sanitarie hanno profuso e ancor più vogliono assicurare in futuro per promuovere l’alfabetizzazione al pluralismo religioso anche nei nostri ospedali e nelle nostre Asl. Consapevoli del fatto che il diritto alle cure e all’assistenza possano e debbano andare di pari passo con una umanizzazione dei servizi che non può prescindere dal rispetto delle diversità culturali e religiose».

Il dirigente della Asl Roma1 Angelo Tanese parla di un progetto «che parte da lontano, con un Laboratorio che da alcuni anni si propone di realizzare un’accoglienza interculturale e multireligiosa nell’Ospedale Santo Spirito e nelle strutture sanitarie della nostra Asl. Con la firma di oggi – prosegue – contiamo di diffondere, anche attraverso Fiaso, questa cultura del rispetto per la diversità culturale e religiosa, essenziale per fare buona sanità in una società che è sempre più aperta, e la particolare attenzione che dobbiamo alle persone nei percorsi di fine vita».

Soddisfazione anche nelle parole di Falà e Favari per quella che definiscono «una ulteriore e importante tessera di un mosaico che si sta completando. L’obiettivo che dall’inizio ci siamo posti è di dare concretezza ai 9 diritti del Manifesto in tutte le strutture sanitarie italiane. Stiamo perciò lavorando per completare l’elaborazione e diffondere le linee guida che saranno messe a disposizione di tutti gli operatori sanitari. Un Manifesto che vuole includere tutte le persone di ogni fede nel rispetto del proprio credo nella fase finale della vita all’interno delle strutture sanitarie e ospedaliere».

11 luglio 2019