Fiorello inaugura la nuova “Tin” del Fatebenefratelli

La Terapia intensiva neonatale dell’Isola Tiberina rappresenta una novità assoluta in Italia: la tecnologia “screen to screen” offre una soluzione video per assicurare, anche a distanza, il contatto con i genitori

È stato Rosario Fiorello a tagliare il nastro del nuovo reparto di Terapia intensiva neonatale del Fatebenefratelli all’Isola Tiberina inaugurato giovedì 8 marzo, giorno della memoria liturgica del fondatore dell’Ordine ospedaliero, san Giovanni di Dio. Ristrutturata e potenziata anche grazie ai contributi raccolti con le serate di solidarietà dell’artista, la Tin del nosocomio romano rappresenta una novità assoluta in Italia: la tecnologia “screen to screen” offre una soluzione video con collegamento wi–fi per assicurare, anche a distanza, il contatto dei genitori con i piccoli pazienti attraverso tablet o smartphone. «Queste sono le più grandi soddisfazioni per un artista – ha detto Fiorello –: sapere di avere contribuito ad un progetto che può agevolare chi vive momenti di sofferenza e preoccupazione».

Lo showman ha ricevuto da fra Jesus Etayo Arrondo, superiore generale dell’Ordine san Giovanni di Dio, una medaglia come segno di riconoscenza «per mettere l’arte a servizio dell’altruismo da tanti anni»: Fiorello è infatti legato ai progetti del Fatebenefratelli dal 2006 quando al nosocomio dell’Isola Tiberina la moglie diede alla luce la loro figlia Angelica. Fra Arrondo ha ringraziato anche il personale medico e i collaboratori «per la professionalità e l’umanità spesa per i pazienti, in linea con l’insegnamento del nostro fondatore», sottolineando come l’innovativo progetto tecnologico unisca «alla scienza il valore della compassione con l’unica intenzione di migliorare il servizio offerto alle famiglie».

La Terapia intensiva neonatale del Fatebenefratelli
– la prima, nel Lazio, accessibile ai genitori ventiquattr’ore su ventiquattro – assiste ogni anno circa seicento bambini, di cui quattrocento prematuri; sono quattromila i parti totali effettuati nell’ospedale romano. La nuova area di 500 metri quadrati, con 16 culle per il ricovero intensivo e 13 per il non intensivo, è un grande spazio aperto con un sistema di monitoraggio centralizzato che favorisce un controllo più efficace da parte del personale ospedaliero e crea un ambiente confortevole per le mamme e i papà. La tecnologia Philips – che ha stretto una partnership pluriennale con l’ospedale – permetterà quindi ai genitori di controllare il loro bambino da casa o dal lavoro collegandosi dai propri dispositivi elettronici, previa registrazione con codice personale.

L’accesso, monitorato dagli operatori sanitari, potrà essere esteso a nonni e parenti che potranno condividere un collegamento di pochi minuti, nell’ottica di garantire protezione della privacy ai pazienti in culla. Tra gli altri interventi ad alta tecnologia, l’installazione di un monitor centrale di controllo dei neonati, realizzato per intervenire tempestivamente sulle minime variazioni dei parametri vitali. «Abbiamo studiato un modello di family centered care – ha dichiarato Stefano Folli, presidente di Philips Italia, Israele e Grecia –: una cura senza barriere che coinvolge in un unico processo bambini, familiari, medici rispondendo alle esigenze di efficienza e sostenibilità cui ogni struttura ospedaliera deve far fronte».

 

9 marzo 2018