Firmato il protocollo Unicef Italia – Ordine assistenti sociali

L’obiettivo: realizzare congiuntamente attività a tutela dell’infanzia, oltre che di formazione e approfondimento delle competenze professionali

Siglato ieri, 10 settembre, il protocollo di collaborazione della durata di 3 anni tra Unicef Italia e Ordine degli assistenti sociali. L’obiettivo dell’accordo – siglato per le due parti rispettivamente da Francesco Samengo e dal presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine Gianmario Gazzi – è realizzare congiuntamente attività a tutela dell’infanzia, oltre che di formazione e approfondimento delle conoscenze e delle competenze professionali degli assistenti sociali.

Nell’intesa si prevede infatti, tra le altre cose, la realizzazione di corsi e seminari di formazione e informazione per gli iscritti all’Ordine degli assistenti sociali sul tema dei diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti. Possibile anche la realizzazione di iniziative congiunte di promozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e il sostegno a progetti di sensibilizzazione per la tutela dei diritti dell’infanzia e il miglioramento delle condizioni di vita dei bambini e degli adolescenti, anche in considerazione dei gravi effetti della pandemia di Covid-19 sui minorenni.

Per Unicef Italia «questa collaborazione rappresenta una grande opportunità per dare un contributo concreto in favore di tutti i bambini presenti sul territorio italiano, in particolare di quelli che vivono in situazioni di vulnerabilità – dichiara il presidente Francesco Samengo -. Gli assistenti sociali hanno un ruolo di enorme responsabilità, sono figure chiave del mondo dell’infanzia, perché si interfacciano con realtà, situazioni e sensibilità sempre diverse, spesso complesse, in cui deve essere sempre messo al centro il superiore interesse del minore». Il ruolo degli assistenti sociali, gli fa eco Gazzi, è quello di «cercare di assicurare una vita migliore a minori poco fortunati per una o tante ragioni, tutelare loro e sostenere le loro famiglie. Ma nulla possiamo, o poco possiamo, se l’indifferenza circonda situazioni di disagio che sono sotto gli occhi di tutti».

11 settembre 2020