Fondi 8xmille a sostegno delle periferie

L’Ufficio diocesano edilizia di culto illustra le scelte per la manutenzione delle chiese, a cui è rivolta un’ampia quota dell’ambito “Culto e pastorale”. «Monitoraggio e trasparenza»

Spot in tv e sul web, video e articoli nella campagna di comunicazione 8xmille della Cei: protagonisti anche i periodici diocesani come Romasette.it aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici). Oggi proponiamo un articolo sulle opere di “Culto e pastorale” sostenute dai fondi 8xmille.

«Il prossimo Giubileo potrà avere una ricaduta positiva sul volto stesso della città, migliorandone il decoro e rendendo più efficienti i servizi pubblici, non solamente nel centro ma favorendo l’avvicinamento tra centro e periferie». Avvicinare centro e periferie: l’esortazione di Papa Francesco nel discorso durante la visita in Campidoglio del 10 giugno scorso è molto chiara. Un appello alle istituzioni, che riconferma la sua già nota predilezione per le periferie, geografiche ed esistenziali, ma anche alla comunità ecclesiale, chiamata ad assicurare l’attenzione adeguata a queste periferie.

E proprio nella direzione delle periferie si sta orientando l’azione dell’Ufficio per l’edilizia di culto della diocesi di Roma nella valutazione degli interventi per la manutenzione delle chiese romane sostenuti dai fondi 8xmille, che rientrano nell’ambito delle opere di “Culto e pastorale”. Una scelta «adottata anche per il significativo sostegno del progetto “Caput mundi” legato al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che garantisce una serie di interventi sulle chiese del centro storico di Roma: ben 68, cui si aggiungono i 25 gestiti dal Fondo per l’edilizia di culto del ministero dell’Interno, proprietario di alcune chiese della città». A spiegarlo è Emanuele Pozzilli, architetto, direttore dell’Ufficio diocesano, che sottolinea come quelli sulle chiese delle periferie scelte siano interventi «molto significativi dal punto di vista economico, quasi tutti legati al rifacimento delle coperture, su elementi portanti». Cifre che in alcuni casi superano i 200mila euro, in un caso anche i 300mila. Del resto, alla manutenzione delle chiese la diocesi di Roma ha destinato nello scorso anno 1.680.000 euro, un terzo dell’intera somma riservata all’ambito “Culto e pastorale”.

8xmilleSu uno dei tavoli dell’ufficio – al piano terra del Palazzo Lateranense, attiguo alla cattedrale di San Giovanni in Laterano – alcuni fogli Excel ricchi di nomi e cifre rendono l’idea di un lavoro che richiede tempo e precisione. E consentono di comprendere quanto vasta sia l’area in cui operano i cantieri: il maggior numero nel quadrante est della città, quello più popolare e più popoloso, dalla Tiburtina alla Prenestina alla Tuscolana, ma anche nel versante nord, da Conca d’Oro a Montesacro Alto. «C’è una programmazione attenta per mettere a punto gli interventi», spiegano Francesca Bencetti e Luca Goretti, che lavorano nell’Ufficio del Vicariato. «Sono importanti le sinergie con le istituzioni pubbliche, nazionali e locali, dai ministeri alle soprintendenze, per condividere gli interventi da effettuare». Altrettanto importante è il “tracciamento” del progetto nel corso dei lavori e la rendicontazione, da sottoporre alla Conferenza episcopale italiana. «Il sistema messo a punto dalla Cei – afferma Pozzilli – richiede un monitoraggio dell’impiego dei fondi per garantire la necessaria trasparenza».

Ma come vengono decisi gli interventi da effettuare? La prima valutazione ovviamente spetta all’Ufficio, che li sottopone al vicegerente della diocesi di Roma, il vescovo Baldo Reina, il quale li presenta poi al Consiglio episcopale, formato da tutti i vescovi ausiliari della diocesi. Proprio in questi giorni l’Ufficio diocesano formulerà un elenco di proposte al presule per una prima riflessione sulla destinazione finale dei fondi assegnati nei mesi scorsi. La Cei indica anche un “tetto” di contributi da rispettare e chiede una partecipazione delle diocesi sugli interventi, che a loro volta si rivolgono anche alle parrocchie per un coinvolgimento nella misura che sono in grado di sostenere. Procedure doverosamente elaborate per assicurare il necessario rigore. Avendo a cuore l’obiettivo: avvicinare centro e periferie.

14 giugno 2024