Forum Famiglie: «Italia scompare. Serve un Patto europeo»

Il presidente De Palo lancia un appello in vista delle elezioni europee, dopo la diffusione dei dati Eurostat sulla natalità. «Chiediamo che diventi priorità per tutti»

«L’Italia sta morendo, sta scomparendo dalla cartina geografica del Vecchio Continente». È questo il commento provocatorio di Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari in merito ai dati Eurostat su nascite e fertilità nel continente europeo, resi noti in questi giorni. Dati riferiti al 2017, con 5 milioni e 75mila bambini nati in tutta Europa contro i 5 milioni e 148mila del 2016, e l’Italia agli ultimi posti per quanto riguarda il tasso di natalità. «Ai record negativi nazionali si aggiunge oggi un triste primato europeo – continua De Palo -: l’Italia è il Paese in cui il primo figlio si concepisce più tardi, oltre i 31 anni».

La presentazione dei dati Eurostat, così, diventa l’occasione per lanciare un appello in vista delle prossime elezioni europee. «È necessario un Patto per la natalità non più solo italiano – spiega De Palo – ma europeo. Un’intesa che unisca partiti, imprese, banche, società civile e mass media che ci rappresentano in Ue in un impegno comune per cambiare le politiche familiari, avvicinandole a quelle dei Paesi più virtuosi da questo punto di vista». Gli fa eco Vincenzo Bassi, responsabile giuridico del Forum famiglie e vicepresidente della Federazione europea delle associazioni familiari (Fafce): «La vera emergenza per tutto il Continente è rappresentata dalle culle vuote – spiega -. Non è un caso se le mamme più giovani in Ue provengono da Bulgaria e Romania, Paesi che evidentemente più di altri considerano la bellezza della maternità e della famiglia un valore e una modalità di concorso al bene comune. È da qui che bisogna ripartire per invertire la rotta demografica italiana ed europea. Teniamone conto alle prossime elezioni europee».

Il Patto europeo proposto dal Forum segue idealmente quello presentato a tutti i partiti politici durante le ultime elezioni governative. Tuttavia, nonostante l’adesione di tanti in campagna elettorale, col nuovo governo le cose non sembrano essere cambiate più di tanto. «Questo governo ha il merito di aver compreso che la famiglia non è un problema ma una risorsa – spiega De Palo -. Tuttavia, quello che è stato fatto negli anni scorsi è identico a ciò che è stato fatto quest’anno. Si è ancora insistito sul tema dei bonus. È anche vero che in sei mesi forse non ci si poteva aspettare altro. Le proposte che facciamo hanno bisogno di simulazioni, studi, piani di fattibilità. È cambiato il linguaggio ma le politiche familiari sono le stesse, eccezion fatta per i 100 milioni di euro riguardo il fondo per il Dipartimento per le Politiche familiari. Una bazzecola su questi temi ma comunque un segnale importante».

Il nodo da sciogliere, prima di tutto, è quello della fiscalità. «Oggi in Italia le famiglie pagano le tasse non in base alla composizione familiare, come avviane in tutto il resto del mondo, ma in base al reddito – continua De Palo -. È una cosa folle: una famiglia di due componenti che ha 40mila euro di reddito ha un tenore di vita sicuramente più alto di una che ha lo stesso reddito ma sei componenti». Altro problema sono gli assegni familiari, aggiunge il presidente del Forum. «Oggi tengono conto della tipologia del contratto di lavoro che si ha e non del numero dei componenti familiari che si hanno – spiega De Palo -. Può capitare di avere famiglie che hanno dai tre ai cinque figli e non prendono assegni familiari e una famiglia con uno o due figli che può prenderli perché ha un contratto di un certo tipo. Per noi questa è una priorità ma bisogna lavorare su tutta una serie di fronti, da quello culturale a quello mediatico. La famiglia, per noi, è come il petrolio ma in Italia non la consideriamo come tale».

Tematiche che per il Forum, in vista delle prossime elezioni europee, dovrebbero tornare al centro del dibattito politico, e non solo. «Quello che abbiamo maturato oggi è che occorre un patto che non riguardi solo la politica ma tutte le forze produttive del Paese – spiega De Palo -. Stiamo rilanciando questo patto nel resto d’Europa perché questo grande tema riguarda l’italia ma anche gli altri Paesi europei. Chiediamo che il tema diventi una priorità per tutti».

14 marzo 2019