Frana in Papua Nuova Guinea: oltre il 40% delle vittime ha meno di 16 anni

La risposta dell’Unicef all’emergenza, a stretto contatto con autorità e organizzazioni locali. Distribuiti kit igienici. Valutazioni rapide per stabilire i bisogni più ampi

Anche l’Unicef è sceso immediatamente in campo dopo la frana che venerdì 24 maggio ha colpito la provincia di Enga, in Papua Nuova Guinea, uccidendo centinaia di persone e distruggendo infrastrutture critiche. Migliaia le persone senza casa. Le unità di ricerca e soccorso sono guidate dalla Forza di difesa della Papua Nuova Guinea in condizioni estremamente difficili, con il terreno ancora instabile e le strade danneggiate, il che restringe l’accesso alla zone del disastro.

Ne dà notizia Angela Kearney, rappresentante Unicef. «Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità e le organizzazioni comunitarie della Papua Nuova Guinea per fornire un sostegno vitale ai sopravvissuti di questo terribile disastro – riferisce -. È ormai chiaro che oltre il 40% delle persone colpite sono bambini di età inferiore ai 16 anni, profondamente traumatizzati dalla perdita delle loro famiglie, delle loro case e dei loro mezzi di sussistenza».

Nella risposta iniziale, l’Unicef ha distribuito kit igienici contenenti secchi, taniche e sapone, nonché assorbenti igienici riutilizzabili, panni multiuso e altri articoli che erano stati preposizionati con l’Autorità sanitaria provinciale locale. Non solo: l’organizzazione internazionale ha partecipato anche a valutazioni rapide per stabilire i bisogni più ampi relativi a servizi idrici e igienico sanitari, istruzione, protezione dell’infanzia, salute e nutrizione delle comunità colpite. Nel frattempo, i centri di evacuazione, sostenuti dalle autorità locali e dalla Forza di difesa della Papua Nuova Guinea, stanno fornendo servizi essenziali e supporto agli sfollati.

29 maggio 2024